Per il Partito democratico innovare e riprogettare il centro del paese è la condizione imprescindibile per ridisegnare il “cuore” di Bareggio con realizzazioni ecocompatibili e di basso consumo energetico.
Ecco come pensa di perseguire l’obiettivo.
Per quanto attiene al recupero delle realtà cortilizie occorre meglio esplicitare i recuperi ammissibili, in funzione della fatiscenza dei manufatti, della reale possibilità di recupero, o della possibilità di abbattimento e di riedificazione mantenendo inalterata la tipologia del manufatto come forma, perimetro e tipologia di materiali, ricorrendo ad un regolamento attuativo semplice e snello. Il lavoro di riqualificazione dovrà tendere a porre la domanda se le strutture fisiche che ancora oggi sussistono siano riducibili a sopravvivenza di forme sociali arcaiche, cosiddette “tradizionali”, o se, diversamente, la continuità con il passato sia significativa ancora per l’oggi e per i problemi che urgono nel presente. Ma prima di chiedersi cosa fare di queste permanenze storiche, come intervenire, prima ancora di porsi la domanda se conservare, restaurare o demolire e ricostruire ex novo.
Occorre capire, nell’odierna crisi dell’abitare che è prima di tutto crisi culturale, come deve essere la “nostra” casa oggi. Occorre, in una parola, riappropriarsi della cultura dell’abitare. Si ritiene che la valorizzazione del centro storico, possa essere un volano per il futuro di investimento in campo edile, pertanto occorre individuare alcuni capisaldi imprescindibili, per chi presenta tipologie costruttive di particolare pregio e di rigoroso ricorso a soluzioni energetiche tali da proporre condizione di manufatti realizzate in classe A o addirittura con specifiche migliorative ulteriori. Le attività di “rammendo urbano” del tessuto della città esistente, un rammendo in grado di ricucire parti e ridefinire
in taluni casi nuovi approcci architettonici, dovrà essere accompagnato da adeguati schemi grafici di immediata comprensione che permettono alla comunità locale e agli uffici comunali preposti di poter lavorare in assoluta certezza. In questa logica va considerata per la sua ubicazione sul territorio comunale, per la sua storia, per l’opportunità che oggi rappresenta e della scelta urbanistica che si
andrà ad effettuare, sarà fondamentale per l’assetto strutturale del centro del nostro comune. L’intera area dell’ex cartiera secondo il nostro intendimento, dovrà configurarsi come una nuova piazza ciclo-pedonale con la presenza di uffici pubblici, negozi e edifici residenziali, con parcheggi sotterra- nei al fine di non creare situazioni viabilistiche inappropriate, ma che siano strettamente pertinenziali ai residenti. La nuova configurazione urbanistica dovrà necessariamente prendere in considerazione anche il futuro sviluppo dell’area confinante Sapla, in modo da creare una situazione armonica che tenga conto delle soluzioni ciclo-pedonali e di un particolare riguardo a soluzioni estetiche di alto profilo, ma anche soluzioni tecniche innovative che abbiano a risolvere problemi energetici e di eco compatibilità. In buona sostanza riteniamo che i due progetti debbano “parlarsi”.
Questo progetto per la sua complessità e per l’essenza di ciò che rappresenta che ne fa un unicum, dovrà necessariamente essere discusso e condiviso con tutti i soggetti politici (maggioranza e opposizione) dell’associazionismo e tutti i portatori di interesse locali, in tempi certi, al fine di trovare quelle soluzioni tecnico-giuridi che che permettano un intervento armonico, che tenga conto di soluzioni ecocompatibili e di buon gusto estetico, ricercando soluzioni che portino i progetti delle due aree ad avere visione d’insieme al fine di ridisegnare il centro storico in una logica di miglior sostenibilità e vivibilità sociale.
Sul progetto ex Alma sarebbe utile rivedere e suggerire possibili alternative, che possono costituire la base e il fondamento di nuove prospettive di sviluppo per i propri cittadini nel settore terziario avanzato, dell’artigianato, dei servizi e delle nuove tecnologie. Pensando a una Bareggio che possa tornare essere centro ocupazionale, non intendiamo limitarci alla logica di costruire altri alloggi, inutili, inappropriati e scarsamente remunerativi che renderebbero la nostra Bareggio ancora piu’ un paese dormitorio che serve all’attività del capoluogo, con una sua scarsa identità se non quella di un traffico caotico e intasante diretto a quei luoghi in cui gli stessi bareggesi trovano lavoro e studio.
