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Ma che utilità pubblica si consegue con l’apertura di un burger king a poche centinaia di metri di distanza dal McDonald’s e dal Bennet di Sedriano, a un chilometro da “Il destiero” di Vittuone e al nascente centro commerciale della frazione Pobbia di Corbetta?  
Nessuna a sentire Sinistra di Vittuone, che proprio per opporsi all’operazione ha presentato delle osservazioni al piano esecutivo So.Se.Te. ricadente in un’area a ridosso dell’ex Statale 11 (zona Salemi).
“L’apertura di una ennesima attività di ristorazione sulla ex Statale 11 -afferma Sinistra di Vittuone– aggiunge ulteriori fonti di inquinamento/nocumento ai cittadini residenti a causa dell’incremento del traffico veicolare che l’insediamento inevitabilmente comporterebbe, inoltre rafforzerebbe ancor più il polo commerciale alternativo al commercio di vicinato di Vittuone, la cui rivitalizzazione dovrebbe essere invece obiettivo primario dell’amministrazione comunale”.
Da qui la sua  ferma opposizione alla cementificazione del territorio e alla sua monetizzazione.  
“Questo modo di amministrare -aggiunge Sinistra di Vittuone– porta soldi nell’immediato, ma debiti per le future generazioni, abbassa la vivibilità, produce più inquinamento, più rifiuti, più domande di servizi e di infrastrutture a cui il Comune dovrà far fronte in futuro, ricorrendo magari ad altra svendita di territorio, portando al cosiddetto “collasso urbano”: nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Un meccanismo deleterio che porta alla svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo”. 
Comunque Sinistra di Vittuone obietta nel merito che l’art. 8.3.2.b del piano delle regole prevede che interventi del genere debbano tendere a implementare le opere di mitigazione ambientale, in specie nei confronti delle zone, degli isolati o dei manufatti contermini aventi altra destinazione d’uso;  nello specifico riteniamo insufficiente la zona cuscinetto interposta tra le aree a diversa destinazione urbanistica. 
Poi rileva che occore indispensabilmente acquisire, preliminarmente, i dati relativi alla qualità dell’aria mediante campionamenti e controlli analitici da parte di ARPA al fine di tutelare la salute dei cittadini. Ma le osservazioni sono state respinte dal consiglio comunale con la motivazione che il piano è rispondente allo strumento urbanistico vigente.

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