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L’amministrazione comunale ha intenzione di dedicare una piazza a don Gallo. La scelta non è andata giù all’opposizione Insieme per la Libertà che ha preso cappello. Ecco la sua dura presa di posizione.
<Ah, don Gallo sarebbe un esempio? Don Gallo merita l’intitolazione di una piazza di Vittuone? Noi diciamo decisamente di no. Un’altra delle geniali iniziative di una maggioranza che le spara grosse, in tutti gli ambiti: «Non c’è da stupirsi che persone che non mettono mai piede in Chiesa (se non per mostrarsi a fianco di un’altra con la fascia tricolore, in prima fila, in qualche occasione pubblica) e che se pure assistono a una santa messa non sanno quando devono alzarsi, né le parole del Credo da recitare, propongano un tale elemento come dedicazione di una piazza del nostro paese», afferma Lucchesi

«E poi chiameranno l’ex on. Luxuria per l’inaugurazione?»

Ma coloro che si sono dichiarati, durante il primo consiglio comunale, “rappresentanti della parrocchia all’interno dell’assise cittadina”, non hanno nulla da dire? Supini e con la testa bassa accettano queste scellerate idee? Oltre a prendere in giro i vittuonesi promettendo cose che poi, sistematicamente, non vengono realizzate, adesso si prestano anche a certe bassezze?

È una proposta assurda, secondo la minoranza, dedicare una piazza di Vittuone al prete icona della sinistra, che accompagnava le donne ad abortire, eretico, il prete dai contenuti non religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti. Un prete che tra una preghiera e un comizio pubblica anche un libro con il brigatista rosso Renato Curcio “L’inganno Droga”.

«Inutile dire che ci sarebbero molti altri esempi edificanti: vogliamo restare in ambito religioso e moderno? Don Giussani, Don Verzè certo hanno dato di più in termini di valore; pensando a qualcuno di più antico, sant’Ignazio Di Loyola padre gesuita. Se invece ci rivolgiamo all’ambito civile, vicino a De Gasperi ci starebbe bene Konrad Adenauer».

È chiaro a tutti che tipo di scelte fa questa amministrazione: assolutamente insensate e tutte “a danno” della cittadinanza, in termini concreti ad esempio lasciando crollare villa Venini e in ambito morale proponendo come esempio edificante un prete che dichiara di sostenere l’ateismo militante quale fede politica.

«Se questo è l’esempio che vogliamo dare ai nostri figli e ai nostri concittadini, io  -noi- diciamo e dovremmo dire “no grazie”», conclude Lucchesi>.

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