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La relazione completa sarà resa pubblica più avanti, ma intanto è stato notificato all’ex sindaco Alfredo Celeste il decreto di scioglimento del consiglio comunale con una sintesi della relazione della Prefettura. Il documento, che ricalca il capo di imputazione della magistratura e le indagini connesse, indica nel “potenziale rischio di infiltrazione mafiosa” la causa dell’azzeramento degli organi amministrativi. Ma sottolinea anche che “l’attività ispettiva ha riscontrato elementi di continuità tra l’amministrazione eletta nel 2009 e quella eletta nelle precedenti consultzioni del 2004”. Un curioso elemento di continuità che non viene però articolato e motivato. Ma, a parte questo, nel documento si parla anche “una generalizzata e illegittina ingerenza degli organi politici sull’operato di quelli burocratico con grave comprissione del principio di separazione dei poteri di indirizzo e programmazione da quelli gestionali, imputabili all’apparato dirigente”. La circostanza, secondo relazione si è manifestata in occasione di “lavori concernenti la costruzione di opere di riqualificazione urbana e la realizzazione di aree verdi”, allorchè “le ditte da invitare sono state indicate al responsabile del procedimento direttamente da un componente dell’organo esecutivo”. Il risultato -si legge nella relazione- è stato che “i titolari di due società hanno potuto beneficiare di agevolazioni non dovute e di lavori in violazione alle normative di settore”. Insomma, stando alla relazione, “è emerso un intreccio politico-affaristico connotato da un rapporto di mutuo soccorso e da interrelazioni economiche e personali tra esponenti della malavita organizzata, soggetti privati e amministratori pubblici”.  

Ma l’ex primo cittadino Celeste trova assurdo che sia stata investita una commissione d’accesso con costi per dire le stesse cose che si trovano scritte nei faldoni delle indagini della magistrutura. E contesta  punto per punto la relazione che ha portato al commissariamento dell’ente per 18 mesi. 
Ecco le sue dichiarazioni:
<Ciò che temevo si è verificato.  Nella breve relazione sintetica che non fa ancora testo, in attesa di quella più corposa e dettagliata,   si rivelano però alcuni passaggi fondamentali e devastanti per comprendere meglio tutto ciò che è successo. 
–        La relazione  ricalca per circa tre quarti il capo d’imputazione sollevato dalla Procura e di cui si sta occupando un giudice terzo: per questo bastava fare copia e incolla  e non inviare  una costosissima  commissione d’inchiesta.

–        Ma per giustificare l’impegno economico e burocratico,  la residua parte dello scritto  dice alcune cose devastanti:  il prefetto chiede lo scioglimento del consiglio comunale  perché c’è “un rischio potenziale” di infiltrazione   ancora in essere, dimenticando che il Gip di Milano, nel far cessare gli effetti dei miei arresti e rimettermi in libertà, respingendo la richiesta di misure di prevenzione  alternative chieste anche allora dalla pubblica accusa, è  conscio perfettamente, perché conosce le carte,  che ritorno a fare  il sindaco con pieni poteri. I nostri burocrati, invece, ritengono  diversamente e, opinando, chiedono lo scioglimento. Tutti i Comuni della zona devono essere sciolti per questo motivo, basta una   una “potenzialità presunta”.

–        Altro effetto devastante e sorprendente: “L’attività ispettiva ha riscontrato elementi di continuità tra l’amministrazione del 2009 (la mia)  e quella eletta nelle precedenti consultazioni del 2004 (giunta Rigo).  Quindi la cosiddetta commissione d’inchiesta parrebbe arrivata al punto di  affermare una continuità (ovviamente di infiltrazione della criminalità organizzata) sin dalla precedente giunta del  2004. Chiaramente  siamo alla follia.

–        Sempre  la commissione, infatti, nomina  nella relazione sintetica, per dare concretezza alla proposta di scioglimento, una società  (De Lorenzis)  che  ha partecipato da oltre trent’anni alle gare e ha avuto lavori da parte di tutte le amministrazioni comunali  e che, secondo loro , avrebbe ricevuto da queste    agevolazioni. Per questi grandi investigatori burocrati  è assolutamente irrilevante  che  Il titolare  e la moglie siano  incensurati e mai  neppure indagati,  e  che tutti noi li conosciamo come persone oneste da anni  e  che , oltre tutto, siano sempre   stati  e lo siano ancora  in possesso  della certificazione antimafia.   Sempre secondo questi grandi investigatori, qual è la colpa di questo nostro concittadino? Per  loro la cosiddetta infiltrazione  sussisterebbe  in quanto” .. è imparentato  con la potente  storica famiglia ‘ndranghetista  dei  Musitano, egemone nell’area del confinante Comune di Bareggio….”;   noi che forse conosciamo meglio  le cose,  sappiamo che  la figlia convive con questa persona da oltre dieci anni e non risulta in alcun modo che questi abbiano tentato  di avvantaggiare  la mafia o la famiglia che, loro dicono, controlli il Comune vicino al nostro.

–        Mi verrebbe da  ricordare  a questi grandi  esperti di antimafia  i numerosissimi nomi  di persone  che , pur facenti parte di una famiglia mafiosa, non  erano tali e sono morti per questo, lottavano contro la mafia (forse a questi i nomi di Peppino Impastato e Lea Garofalo non  dicono assolutamente alcunché).

–        Rispetto al capo di imputazione, l’unico vero elemento nuovo è costituito  dal seguente: anomalie nelle procedure e negli atti amministrativi di competenza degli uffici e degli organi di controllo comunali.   E noi cosa abbiamo a fare con questo? La legge Bassanini divide la gestione politica da quella tecnica e rende separati  fortemente  i due settori.  Laddove il politico facesse un’ingerenza nell’altro campo   correrebbe il rischio  di  essere colpevole  di turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio e altro, che qui non sono stati mai evidenziati.

–        Ho chiesto la copia integrale (circa 300 pagine) della relazione. Il mio primo pensiero che tutto questo è una follia e che  sono ancor più motivato  nella ricerca della verità. Ne vedremo delle belle. Nel frattempo già sono venute fuori le prime sorprese. Resta il grande dolore di una grande ingiustizia subita  per la comunità e per tante persone oneste>.

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