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Sotto l’albero di Natale il verdetto del Tar sullo scioglimento del consiglio comunale? Sì, sembra proprio che la sentenza debba arrivare sotto Natale, poiché il Tar ha tempo 45 giorni per emettere il verdetto, ma la scadenza non è perentoria per cui i tempi potrebbero anche allungarsi. Certo che c’è molta attesa sul ricorso degli ex amministratori anche per via, a seconda dell’esito, dei possibili scenari che si potrebbero aprire in vista dell’appuntamento con le urne, oltre che per l’immagine personale. Se il Tar  per esempio dovesse dare ragione ai ricorrenti è plausibile che i giochi politico-elettorali, che oggi appaiono scontati, potrebbero essere messi in discussione, o comunque rendere la partita elettorale molto più avvincente.  Ma al momento sono solo ipotesi.

Intanto per quel che può valere il Tar in questione, che ha trattato nella medesima giornata del 5 novembre sia lo scioglimento del Comune di Sedriano che quello di Bagaladi (Rc) per infiltrazioni mafiose, ha annullato lo scioglimento dell’ente della provincia reggina. Nella sentenza il Tar ha osservato che “l’esame del quadro delineato nella proposta di scioglimento fa emergere la fondatezza della censura ricorsuale inerente la carenza nella fattispecie dei presupposti per lo scioglimento degli organi elettivi locali”. Non solo. Secondo i giudici amministrativi la tesi delle esistenti azioni di “interferenza amministrativa rivelano disfunzionalità non dissimili da quelle che interessano molte amministrazioni locali”. Da qui la decisione di accogliere il ricorso e disporre “l’annullamento del gravato provvedimento di scioglimento e del relativo atto di proroga”. Insomma le organizzazioni malavitose, aldilà del provvedimento del Ministero dell’Interno, non avrebbero inciso sull’attività amministrativa.

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