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Sulla  centrale di biogas che insiste in via della Marzorata in località Cascina Diana 19 vige da sempre la massima riservatezza. Tutti i tentativi per sapere di più sull’impianto non hanno sortito gli effetti sperati. Ora per cercare di squarciare il velo che avvolge la centrale si è fatta avanti Sinistra di Vittuone (SdV), che non perde occasione per sollecitare l’amministrazione comunale a fare chiarezza sulle cose che -dal suo punto di vista- non sono granchè trasparenti. Infatti ha scritto al sindaco Fabrizio Bagini e all’assessore all’urbanistica Danilo Portaluppi per chiedere conto dell’opera.
Secondo quanto evidenzia SdV nella premessa della lettera nelle varie fasi del ciclo produttivo di una centrale a biogas è possibie che si verifichino numerosi effetti indesiderati, pericolosi per l’ambiente e per la salute umana. Quali? Rumore dovuto al trasporto di materie prime e di digestato; rumore e cattivi odori dovuti allo stoccaggio delle materie prime e alla movimentazione dei liquami; cattivi odori dovuti alla digestione anaerobica e allo stoccaggio del digestato; emissione di composti di zolfo dovuti alla depurazione biogas; inquinamento atmosferico da N02 e COV dovuti alla produzione di energia elettrica; inquinamento microbiologico dovuto allo smaltimento del digestato. Insomma non è il massimo per la salute, la sicurezza e l’ambiente, poiché le centrali termoelettriche a biogas da digestione anaerobica comprendente liquami zootecnici sono “di fatto” industrie insalubri. Certo nella sanità pubblica -sottolinea SdV– i cattivi odori non sono un segnale di allarme per la salute, ma sono da considerare una causa diretta di disturbo alla salute. Abbastanza, secondo SdV per preoccuparsi, anche in considerazione che il 17 febbraio 2013 si è verificato uno sversamento di liquame nelle campagne circostanti la centrale biogas di via della Marzorata  Snc di proprietà dell’azienda La Castellana S.S. di Crivelli Franco & Figli Società agricola. E in caso di perdite di liquame è possibile lo sversamento nelle acque di nitrati e la diffusione di microrganismi indesiderati. Da qui la sua richiesta all’amministrazione comunale, ai sensi del Decreto Legislativo N. 195 del 19 agosto 2005, di una serie di documenti sull’impianto. La domanda inoltrata dall’operatore; le autorizzazioni concesse dagli enti preposti; i pareri degli enti coinvolti (in modo particolare il parere espresso dalla giunta comunale e dall’ufficio tecnico comunale); le caratteristiche e le eventuali prescrizioni dell’impianto realizzato; la potenza installata; i materiali utilizzati e/o autorizzati per la sua alimentazione; i verbali di collaudo;  eventuali sopralluoghi atti a constatarne il regolare funzionamento; termini e modalità di verifiche in merito allo smaltimento dei rifiuti prodotti e tutto ciò che può essere utile a conoscere l’iter amministrativo, autorizzativo e tecnico relativo alla centrale.  

Basterà per fare chiarezza una volta per tutte?



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