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Di rinvio in rinvio come se piovesse. Sì, sembra proprio questo il destino giudiziario dell’ex sindaco Alfredo Celeste. Infatti anche il Tribunale di sorveglianza di Milano ha dovuto aggiornare all’8 gennaio prossimo l’udienza di oggi che doveva decidere se irrogargli o meno misure di limitazione della libertà. Il motivo è stato quello che dalla Prefettura non è pervenuta la copia della relazione con cui il Ministero dell’Interno aveva sciolto il Comune. Non si sa la ragione del mancato adempimento prefettizio d’intesa con il Ministero, ma sicuramente non è il massino che -di fatto- si voglia  decidere la sorte di un cittadino senza dargli neppure la possibilità di difendersi sul punto come meglio gli è possibile. Son queste le garanzie che uno stato di diritto riserva ai cittadini? Certo è che il Tribunale, prendendo atto dell’inadempienza, ha rinviato l’udienza all’anno nuovo, ma prendendosi l’impegno di sollecitare la prefettura per il rilascio della relazione integrale. Del resto senza il dossier completo è molto difficile valutare i fatti e la posizione dell’ex sindaco. E se non dovesse arrivare il documento?  Una via d’uscite dall’impasse, visto che il Tribunale dispone di una copia top secret, potrebbe essere quella di procedere alla declassificazione per metterla a disposizione delle parti, ma senza fotocopiarla. Una soluzione che permetterebbe di entrare nel merito del procedimento e assumere una definitiva decisione. 

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