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Nessuna decisione per Alfredo Celeste. L’udienza preliminare di oggi è stata infatti aggiornata a martedì 12 novembre. In apertura il Comune si è costituito parte civile non già come riportato frettolosamente da qualche sito per iniziativa dei commissari prefettizi, ma per effetto della delibera adottata dalla stessa giunta Celeste prima che l’ente venisse sciolto. Il tutto per via del fatto che  nella precedente udienza il Comune non compariva agli atti come parte civile per cui l’allora giunta per rimediarvi aveva deliberato espressamente la costituzione. Poi l’udienza è entrata nel vivo delle questioni ed è toccato all’avvocato  Giorgio Bonamassa, difensore di Celeste, prendere la parola.

In un’arringa, durata un paio d’ore, condotta tutta all’impiedi, ha confutato con argomentazioni di fatto e di diritto l’impianto accusatorio e ha finito chiedendo il proscioglimento del suo cliente. L’attenzione è ora tutta rivolta alla prossima udienza quando il Gup tirerà le somme e deciderà se calare il sipario sulla vicneda, o rinviare a giudizio l’ex sindaco.

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