Il Tar del Lazio, com’è noto, ha respinto il ricorso degli ex amministratori contro lo scioglimento del consiglio comunale. Ma curiosamente non ha addossato le spese di lite sui ricorrenti come solitamente avviene in questi casi. Infatti ha scelto la via della compensazione con la conseguenza che le parti in causa si devono far carico solo delle rispettive spese senza accollarsi oneri aggiuntivi. Il Tar ha motivato la decisione di compensare eccezionalmente la spese di lite per via della “peculiarità della fattispecie e per l’impossibilità per i ricorrenti di accedere, in prima battuta, alla documentazione riservata, depositata in forma integrale solo in corso di giudizio”.
Il che agli occhi del collegio è stato motivo sufficiente per compensare le spese della controversia. Una magra consolazione per la parte soccombente, ma il riconoscimento che le proteste, formulate a suo tempo, per l’indisponibilità della relazione su cui basare il ricorso erano fondate. Amministrare giustizia con omissis e documenti riservati non è sicuramente il massimo. Intanto gli ex amministratori stanno per depositare il ricorso avanti al Consiglio di Stato. I tempi sono stretti, appena 30 giorni dal deposito della sentenza del Tar. Ma anche i tempi di pronunciamento del Consiglio di Stato sono abbastanza rapidi per cui il verdetto potrebbe arrivare addirittura nel giro di 3 mesi.
