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Tutto da rifare per il piano integrato di intervento denominato Cascine San Giuseppe – Villa Colombo in cui nel frattempo è sorto il Mc Donald’s. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar con cui il 22 ottobre 2013 aveva accolto il ricorso proposto da Legambiente Onlus, unitamente a altri due interessati, contro il Comune, la Provincia di Milano, la Regione Lombardia, l’Asl di Milano, l’Arpa, Maria Luisa Ghezzi e la società Zandalasini Srl e con l’intervento di Mc Donald’s per annullare il piano integrato d’intervento. Ma stavolta curiosamente il Comune non si è costituito nella vertenza con la conseguenza che nuovi eventuali elementi da far valere nel dibattimento non sono stati prodotti. Tuttavia il verdetto con cui il Consiglio di Stato ha respinto le pretese degli appellanti non è basato sulla trasformazione dell’area agricola a destinazione residenziale mediante la costruzione di 10 palazzine, di 4 piani ciascuna, oltreché di un ristorante, ma sul fatto che le aree in questione non erano state dismesse dalla loro funzione agricola entro il 2008.
Da qui, stando al Consiglio di Stato, il Comune non avrebbe potuto dare l’avvio alla procedura di approvazione del piano integrato d’intervento al momento della presentazione della domanda delle parti appellanti, poiché a quella data non erano ancora in possesso dei requisiti necessari avendola formalmente avviata solamente il 7 aprile 2011. Inoltre la cessazione dell’attività agricola, anziché essere determinata da ragioni oggettivamente connesse con l’impresa, è parsa connessa alla scelta della proprietà di avviare la procedura di piano in variante con facoltà di recupero di aree dismesse, ma incompatibile con la disciplina regionale. C’è da aggiungere che l’amministrazione comunale di allora proprio per superare queste obiezioni aveva previsto di inserire l’intervento urbanistico nel piano di governo del territorio (Pgt) che sarebbe dovuto essere approvato il 4 novembre 2013, ma il sopravvenuto scioglimento del consiglio comunale (16 ottobre 2013)  ha bloccato tutto. Oggi, stando a quel che ha fatto sapere la commissione, il proposito per sanare la situazione è quella di approvare il Pgt. “Tutta la problematica relativa al piano integrato d’intervento -afferma l’ex sindaco Alfredo Celeste– è da considerarsi superabile, se non superata, essendo stato l’intervento urbanistico edilizio inserito nel  Pgt (è il Prg  in Regione Lombardia) adottato  dal consiglio comunale  il 13 aprile 2013  e la cui approvazione definitiva era prevista per il consiglio comunale del 4 novembre 2013, ma i commissari, giunti il 16 ottobre 2013, hanno invece inspiegabilmente rimandato di quasi due anni l’approvazione. Poi i commissari hanno deciso di non partecipare al contenzioso davanti al Consiglio di Stato, come risulta dalla sentenza del Consiglio di Stato, e hanno parimenti deciso loro  di non approvare  il Pgt che avrebbe risolto ogni  questione relativa al piano, compresa quella  per la quale il giudice amministrativo aveva annullato il provvedimento relativo: non si comprende quindi di cosa si lamentano visto che la responsabilità  è tutta loro”.

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