Ricevo e pubblico questa nota del coordinatore delle liste civiche (Voi con noi e In volo) Giuliano Colombo in cui esprime preoccupazioni per la diffusione di notizie riservate da parte del presidnete del consiglio comunale Antonio Di Conza prima che divenissero note ai destinatari.
Quando di una comunicazione ufficiale, da inoltrare a quattro consiglieri comunali, terze persone vengono a conoscenza dei contenuti prima che questa sia recapitata ai consiglieri ed esca dalla casa comunale, assistiamo a un brutto episodio di malcostume. Questo è quanto è avvenuto per la comunicazione che il sindaco Lonati ha inoltrato ai consiglieri, Gabriele Fabris, Gibillini Monica, Enrico Montani e Simone Ligorio, in merito alla loro richiesta di consiglio comunale aperto che prevede la pubblica discussione, con la possibilità d’intervento dei cittadini, sulla imposizione tributaria voluta dalla giunta Lonati per il 2015. Infatti, la stampa locale, mercoledì 17 era già a conoscenza del contenuto di questa lettera che è stata inviata ai quattro consiglieri solo giovedì 18 nel tardo pomeriggio.
Quando un sindaco s’intromette in una faccenda che non gli riguarda, per la quale non ha mansione e non compete alla sua carica, e fa ciò per impedire lo svolgimento di una civile e democratica assemblea prevista dalle norme statutarie del Comune di cui è primo cittadino, commette un abuso. Questo è quanto ha commesso il sindaco Lonati, intromettendosi nella procedura, per impedire la riunione del consiglio comunale aperto richiesto dai quattro consiglieri Fabris, Gibillini, Montani, Ligorio. Evidentemente non apprezza il confronto. Quando un presidente di un consiglio comunale, dopo aver ricevuto una formale e corretta richiesta da consiglieri comunali, rispettosa delle norme statutarie del Comune, non adempie i suoi obblighi, commette un’omissione.
Questo è quanto ha commesso il presidente del consiglio comunale Antonio Di Conza, che a seguito della richiesta presentata dai quattro consiglieri, non ha tempestivamente provveduto alla convocazione della riunione dei capigruppo e del consiglio comunale in adunanza aperta come richiesto dai consiglieri accodandosi al comportamento del sindaco. Tutto ciò è avvenuto in spregio alle buone regole del vivere civile, alle precise norme contenute nello statuto comunale, ai fondamentali principi democratici, agli impegni da loro presi con la cittadinanza.Vengono meno gli impegni di partecipazione, trasparenza e legalità presi con i cittadini poiché si rifiuta e impedisce il confronto aperto in una pubblica assemblea e si violano precise norme.Il sindaco Lonati e il presidente del consiglio comunale Antonio Di Conza danno a tutta la cittadinanza un cattivo e brutto esempio. Loro che per tutti noi dovrebbero essere di buon esempio poiché ricoprono le due più importanti cariche civili cittadine.A cosa possono servire i bei discorsi letti nelle importanti ricorrenze, i proclami, gli impegni presi anche in momenti formali, se poi nei fatti non si ha rispetto di nulla di tutto ciò? Solo a propaganda per arrivare a una carica?
Giudichino i cittadini se il sindaco Giancarlo Lonati e il presidente del consiglio comunale Antonio Di Conza, adempiono le loro cariche con onore come prevede la Costituzione Repubblicana e giudichino ancora se questi signori sono degni della carica che ricoprono.