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Ricevo e pubblico questa nota del sindaco Fabrizio Bagini in replica alle prese di posizione del consigliere comunale Enzo Tenti e amici.
Non è mia abitudine star dietro a tutte le sparate di Tenti and Co. ma ogni tanto, più per il rispetto della verità dei fatti che per il gusto di smascherare fandonie, qualche dato va ricordato ai cittadini di Vittuone. Recentemente su un settimanale locale il consigliere di minoranza Tenti diceva che il parco di Villa Venini veniva da lui aperto nell’aprile del 2012 per poi vederselo chiuso dalla mia amministrazione per ben 3 anni. Di quale strana forma di sado-masochismo soffre la mia giunta per arrivare a tanto non è dato di sapere.

Chiudere un parco per 3 anni impedendo ai miei concittadini di utilizzarlo? E perché mai? I fatti. Il 25 aprile del 2012, a due settimane dalle elezioni comunali, Tenti, con un permesso di apertura temporanea per le sole giornate del 25 aprile e della prima domenica di maggio festa del paese, subito dopo la commemorazione dell’anniversario della Liberazione (tra l’altro da lui sempre snobbata) inscena un’ apertura del parco di Villa Venini. In tale occasione non era stato effettuato alcun lavoro all’interno del giardino ma solo una veloce potatura per evitare cadute di rami pericolanti. Poiché le elezioni comunali erano previste per il 6-7 maggio, era evidente che questo intervento aveva solo uno scopo propagandistico elettorale. Continuare ad affermare che lui aveva aperto il parco è pura propaganda. In realtà la nostra amministrazione con delibera di C.C. n 16 del 29.04.2013 si accorda con la società TECNO IN per la presa in carico della sistemazione del parco di Villa Venini. La società sopra menzionata ha presentato il progetto di restauro e sistemazione del parco nel gennaio 2014 e la Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dopo colloqui con i tecnici e diversi sopralluoghi , in data 18.02.2015 autorizzava l’esecuzione dei lavori di restauro. Questi lavori sono iniziati e il parco di Villa Venini si aprirà i primi di settembre. Sempre in quell’articolo Tenti si chiede “perché il sindaco ha dato il permesso di costruire e tutte le autorizzazioni per far si che il privato (TECNO IN) potesse realizzare la sede di Chanel nella zona industriale a nord della ferrovia senza che venisse rispettata la convenzione per la ristrutturazione della villa … Strano che Tenti non sappia che rilasciare il permesso di costruire era un atto dovuto, avendo lui stesso in data 25.02.2009 sottoscritto una convenzione con TECNO IN che prevedeva la trasformazione dell’area e che già ne avesse incassato un acconto degli oneri di urbanizzazione di 1.000.000 di euro. Interessante è sapere cosa fece con quei soldi e con quelli provenienti dalla realizzazione del centro commerciale il Destriero. Un bocciodromo e una piscina. Mentre le scuole del paese cadevano a pezzi, la manutenzione delle strade e degli impianti di irrigazione era inesistente, non si faceva manutenzione al palazzo comunale cosi da far saltar l’impianto di condizionamento per teatro ed uffici comunali ( in questi giorni abbiamo investito circa 80.000 euro per il ripristino del sistema di climatizzazione ) e si spendevano circa 70000 euro per il trasporto scolastico di pochi bambini. Senza contare poi le spese assurde e gli sprechi per organizzare eventi e feste patronali : concorsi canori costati più di 25000 euro, circa 60.000 euro per organizzare la festa di S. Croce, 20.000 euro per i fuochi d’artificio in occasione della festa del paese, 20.000 euro per le festività natalizie, e tanti altri sprechi che se dovessimo elencarli tutti, sarebbe una lista senza fine…. La minoranza dice che Vittuone più che un Comune sembra un cartone animato. Beh, quando i vittuonesi decisero nel 2012 di porre fine all’epoca Tenti, Vittuone si presentava come un film “ horror ”. Vi era il problema della Guss che si trascinava da anni, 2.200.000 euro da restituire ad Argento Vivo (il gestore dell’RSA il Gelso) inopportunamente introitati per evitare di sforare il patto di stabilità, crediti non riscossi da anni per centinaia di migliaia di euro da occupanti delle case comunali. E oggi vengono a farci la lezioncina. Come disse il Manzoni :” ai posteri l’ardua sentenza“.

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