Dal Consiglio dei Ministri in previsione per dopodomani, giovedì 27, potrebbe finalmente arrivare l’attesa notizia sulla data delle elezioni autunnali. Oppure che in alternativa si terranno in primavera prossima come da tempo si va dicendo anche in ambienti politici beninformati. Certezze non ce ne sono, ma il tempo scorre implacabile. E’ anche vero che l’anno scorso per i Comuni commissariati la data delle elezioni è stata comunicata il 6 settembre per poi andare al voto il 26 ottobre. Insomma tempo c’è se si consideri che occorrono 30 giorni fra la convocazione dei comizi a opera del prefetto e il giorno del voto, ma prima è necessario che il Consiglio dei Ministri fissi la data. L’incertezza che si è generata non fa sicuramente bene a nessuno.
Intanto in Parlamento ci si chiede se la norma sullo scioglimento dei Comuni infiltrati dalla mafia, come il caso di Sedriano, stando alla relazione della commissione d’accesso, sia lo strumento più efficace per far fronte alle insidie malavitose o se non sia meglio intervenire con modifiche. Non a caso il presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi ha confidato a Repubblica che forse la soluzione migliore non sia tanto sciogliere gli enti inquinati, ma assicurare un tutoraggio dello Stato ai Comuni parizialmente infiltrati senza che giunga al commissariamento o alla perdita della guida politica. Comunque in Senato è pendente un disegno di legge del Governo per rivedere le norme che regolano lo scioglimento degli enti locali.
