Da quel 31 agosto in cui per un pelo è stato approvato il bilancio e scongiurato il commissariamento è passato un mese. La crisi però non è rientrata pienamette. Le riunioni si susseguono, ma per quel che si è riusciti a percepire non si è ancora venuti a una soluzione per concludere senza scossoni la legislatura. Il Pd che da subito è intervenuto per ricucire lo strappo sta lavorando per facilitare la quadra. Il sindaco Fabrizio Bagini sembra che si sia persuaso che senza un approfondito chiarimento che possa anche portare, se necessario, all’allontanamento di qualcuno la traversata è perigliosa ed estenuante. Insomma al momento è tutto in alto mare, ma, stando a voci, tutto potrebbe essere facilitato se il vicesindaco Roberto Stellini, indicato dai “dissidenti” come un ostacolo alla pacificazione si facesse spontaneamente da parte.
Solo così, a dar retta a queste indiscrezioni, si uscirebbe dalle sabbie mobili in cui ci si è cacciati con la risicata approvazione del bilancio e la venuta alla luce dei forti malumori che covano sotto la superficie. Facile a dirsi, ma Stellini sarebbe disposto a fare la vittima sacrificale per il bene dell’amministrazione comunale? Chissà, ma anche il vicesindaco è consapevole che nella maggioranza non stravedono per lui. Il che potrebbe indurlo a fare il gran passo per evitare che il sindaco, che sinora l’ha protetto e blindato dagli attacchi striscianti, ceda al pressing della maggioranza e gli ritiri le deleghe. Del resto lo stesso vicesindaco aveva confidato alla stampa che si sarebbe fatto da parte se gli dicessero che fosse lui il “problema”. D’altra parte un’uscita discreta che eviterebbe traumi, polemiche e per di più salvaguarderebbe la sua immagine e porterebbe all’auspicato rimpasto di giunta con il prevedibile ingresso nell’esecutivo di Massimiliano Bianchi. Andrà così o si continuerà a galleggiare per esaurire il bonus di credibilità?
