L’ormai dimissionario assessore Roberto Stellini non ha gradito il modo come il sindaco Fabrizio Bagini ha gestito la crisi, soprattutto nella convulsa fase finale. In questa lettera che pubblico, e che ha già consegnato al primo cittadino, manifesta il suo disappunto per il comportamento di Bagini non proprio, dal suo punto di vista, lineare.
Queste sono le mie dimissioni, che tanto premevano a tutti, e con questo si è raggiunto il massimo in una situazione che è stata gestita in modo pessimo e soprattutto incomprensibile, senza un minimo di correttezza e dignità. Pochi giorni fa tu stesso attraverso la stampa locale e come avevi dichiarato a tutti noi eri su una posizione che ti vedeva in un atteggiamento irremovibile e senza alcuna possibilità di alternativa. Io sarei dovuto uscire al 31 dicembre prossimo, perché, come è giusto, avrei dovuto affiancare chi assolutamente inesperto di qualsiasi conoscenza amministrativa e politica si accingeva a prendere il mio posto.
Ma ancora una volta la tua dichiarata decisione ti ha visto fare un passo indietro, seguendo il consiglio improvviso e incomprensibile, perché probabilmente non risolutivo di Anna Papetti, hai pensato bene di contravvenire a quanto avevi deciso e pur non chiedendomelo apertamente ma restando in silenzio alla mia offerta di dimissioni (chi tace acconsente) ti sei guardato bene da onorare quanto da te dichiarato in precedenza, alla faccia della parola data.
Tutta questa situazione è ormai ridicola, immotivata e ingiusta. Ancora oggi bisognerebbe chiedersi perché mai io ho dovuto dimettermi, per fare un favore a chi, per quale motivo logico, certamente non per l’età la tua amministrazione abbonda d anziani e io pur con l’età che ho ti ho ampiamente dimostrato le mie capacità con idee innovative e nella gestione quotidiana. La verità è che la squadra che tu avevi scelto doveva arrivare in fondo alla legislatura e da subito le ignobili e strumentali richieste dei tre dissidenti sostenute dal Pd dovevano essere affrontate e negate sul nascere, appunto perché richieste prive di senso, andavano rispedite al mittente. Invece no, anche tu pensando ingenuamente di salvare la situazione e accettando come pretesto il rinnovamento tanto sbandierato hai ceduto a quelle assurde richieste, il rinnovamento fatto come ti veniva chiesto era un evidente modo per fare allontanare la mia persona che tu stesso avevi nominato e che ti ha affiancato, all’occorrenza sostituito, sostenuto e ti ha fornito gran parte di idee e contatti che ti hanno permesso di fare cose che si sono rivelate utili per la comunità.
E così seppur “soffrendo” hai buttato via la risorsa che maggiormente si era impegnata per te e per il paese, ma la cosa buffa è che la situazione oggi è forse peggio di quella iniziale, che cosa sarebbe cambiato se facevi muro sulle richieste fatte all’inizio? Avevi tutte le ragioni per poter motivare una scelta di mantenere inalterata la composizione della giunta agli occhi di tutti, politici e cittadini, invece no, cedendo al Pd e ai tre dissidenti hai cercato di accontentarli accettando di colpire me sperando così di risolvere potevi comunque uscirne a testa alta e saresti stato apprezzato a mio parere molto di più rispetto alla situazione in cui ci troviamo oggi perché avresti dimostrato a tutti con autorevolezza che tu eri il sindaco che non si faceva sottomettere da nessuno e tutti i cittadini lo avrebbero capito.
