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Se il consiglio comunale di stamattina doveva anche essere la cartina tornasole del destino della maggioranza è valsa a rendere ancora più confusa la situazione. Sì, perché a sorpresa non si è fatta vedere la maggioranza e quel che è curioso si è presentata Danilo Portaluppi, uno e dei tre dissidenti, probabilmente per presidiare i lavori ignorando che gli altri componenti sarebbero invece rimasti a casa. Il tutto è davvero molto strano se non contraddittorio, ma se ciò ha una spiegazione attendibile sarebbe quella che fa ipotizzare la maggioranza rassegnata allo scioglimento anticipato del consiglio comunale e siccome i punti all’ordine del giorno erano del tutto tecnici si sarebbe risolta a lasciare la questione in eredità al commissario prefettizio.

Del resto non essendoci fatti nuovi non c’era forze la ragione sociale per presenziare il consiglio comunale. Ma non è detto che tutto precipiti, anche se lo scenario che si è delineato spinge a questo esito. Infatti domenica pomeriggio la maggioranza si incontrerà con il Pd metropolitano a Milano e da quella sede potrebbe venire fuori una soluzione che salvi capra e cavoli. Insomma non è ancora tutto perduto, ma il tempo stringe. Mercoledì 2 dicembre scadranno i termini per il ritiro delle dimissioni. Se il sindaco Fabrizio Bagini dovesse confermarle si chiuderà anticipatamente la legislatura e si andrà alle elezioni in primavera prossima. Ma le dimissioni del sindaco potrebbero essere un semplice arriverderci. Sì, perché Bagini potrebbe decidere per sbarazzarsi dei dissidenti che sono divenuti per lui una gravosa zavorra di gettare provvisoriamente e tatticamente la spugna e poi, avendo consenso e credito davanti agli elettori ripresentarsi a primavera con una squadra nuova e provare a vincere la competizione. Se così facesse consegnerebbe alla comunità la sua immagine di uomo integro che non si fa condizionare e “ricattare”, oltre che vincendo le elezioni le renderebbe un servizio e per di più riprenderebbe il suo impegno amministrativo  da dove l’aveva interrotto per forza maggiore.

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