Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Alla terza requisitoria andata in scena mercoledì 28 all’ottava sezione  penale del Tribunale di Milano il Pm Giuseppe D’Amico ha incominciato a mettere fuoco i cosiddetti fatti di Sedriano in cui è imputato l’ex sindaco Alfredo Celeste. Il prologo in attesa della prossima udienza di mercoledì 4 novembre quando formulerà le sue richieste. Intanto il Pmentrando nella vicenda locale ha sostenuto che l’ex sindaco aveva fatto promesse a Eugenio Costantino per avere in cambio voti che, pur non traducendosi in niente di concreto e in nessun scambio, servivano ugualmente per garantirsi un ipotetico futuro consenso. Insomma una sorta di polizza elettorale per assicurarsi una posizione dominante nella politica e una possibile eventuale candidatura al Senato. Da qui, trattandosi di mero scambio di promesse senza la consumazione di alcun atto, si configurerebbe per Celeste l’accusa di corruzione contratta.

La curiosità è che di solito nei fenomeni corruttivi è la dazione di denaro a contraddistinguere il reato, ma nella circostanza la promessa non pare trovare riscontri in telefonate di Costantino a Celeste e viceversa, ma nelle esternazioni (intercettate) di Costantino ai suoi interlocutori. Per la cronaca a Costantino, ritenuto dal Pm un grosso portatore di voti, sarebbero associabili i 33 suffragi ricevuti dalla figlia Teresa alle elezioni comunali del 2009, ma lei ha sostenuto di esserseli procurata da sola, nonché un’altra ventina a Zambetti nelle elezioni regionali del 2010.  Il Pm ha poi esplorato la riorganizzazione dell’ufficio tecnico comunale durante la sindacatura di Celeste e in particolare sulla nomina di Giancarlo Quartieri alla guida del settore lavori pubblici, mentre quello dell’edilizia privata è stato affidato a Serena Pastena. Secondo il Pm, Quartieri che nella testimonianza del segretario comunale Susanna Pecorella era inadeguato e senza esperienza, avrebbe capito ben poco di quello che avveniva nel suo settore con la conseguenza che gli appalti venivano affidati senza gara pubblica. Ma Quartieri, quando ha reso testimonianza in aula, ha seccamente negato che avesse mai ricevuto pressioni dal sindaco o da altri o che gli avessero indicato ditte a chi affidare eventuali appalti; anzi nei suoi progetti -ha precisato- c’era l’idea di creare un apposito albo a cui rivolgersi per le necessità dell’ente, ma il proposito -ha aggiunto- è fallito per la scarsa collaborazione delle altre unità del settore. 

Lascia un commento