Che sarà dell’amministrazione Bagini con la decisione del sindaco di forzare la mano e di nominare assessori, a partire da domani, Angelo Poles e Federica Recanello al posto dei dimissionari Roberto Stellini e Anna Papetti? Un rischio calcolato o un azzardo dall’esito imprevedibile? L’interrogativo resta aperto, perché i tre consiglieri dissidenti Biagio Di Maio, Massimiliano Bianchi e Danilo Portaluppi non hanno gettato la spugna e intendono far valere, se non altro la forza dei numeri che dice che senza di loro non c’è la maggioranza. Si aspettavano certamente di essere coinvolti nella scelta, visto che da sempre reclamano più partecipazione, ma il sindaco Fabrizio Bagini ha preferito tagliare la testa al toro una volta per tutte e metterli davanti al fatto compiuto per non farsi condizionare. Giusto o sbagliato che sia, la decisione del primo cittadino appare oggi fortemente esposta agli “umori” dei dissidenti, che in qualsiasi momento potrebbero staccare la spina e mandare tutti a casa. Magari non lo faranno, ma immaginare che in ogni consiglio comunale c’è il rischio di andare a gambe in aria non sembra il massimo per governare in tutta tranquillità. Tagliare il traguardo di fine legislatura (primavera 2017) con i dissidenti che hanno in mano la golden share, senza trovare un’intesa, appare problematico e in ogni caso molto estenuante. L’opposizione, naturalmente, non si aspettava tanta grazia e scalpita per tornare alla guida del municipio.