Oggi è la giornata della memoria e dell’impegno per le vittime delle mafie. Da Tiziana Chiusa (FdI), referente del Dipartimento tutela vittime Fratelli d’Italia, ricevo e pubblico questa nota proprio sulle vittime della mafia.
Voglio ricordare in questo giorno particolare il piccolo Giuseppe Di Matteo, morto strangolato vent’anni fa a soli tredici anni dopo tre anni di prigionia spesso legato a una catena. La sua unica colpa era quella di essere figlio di un collaboratore di giustizia. “Alliberatevi du cagnuleddu” questo fu l’ordine di esecuzione. Lo fecero appoggiare al muro ha raccontato uno degli esecutori materiali del fatto con le braccia alzate ed in pochi attimi rimase soffocato, poi il corpo venne gettato in un bidone pieno di acido. Nulla rimase se non la corda usata per strangolarlo.
Le mafie hanno sempre ucciso quando lo ritenevano necessario senza guardare in faccia nessuno e disattendendo una delle leggi non scritte “non si toccano donne e bambini”. Le mafie esistono ancora e colpiscono ancora.