L’ex assessore Enrico Bodini è rimasto fuori per propria scelta, dopo tanti anni da attore protagonista, dall’agone politico-elettorale, ma è intervenuto con una propria analisi sull’esito decretato dalle urne.
Ivana Marcioni non è stata eletta per 83 voti, ovvero era sufficiente un equilibrio maggiore di voti all’interno dell’area di destra dell’elettorato, fra Tenti e la Lega, che i voti di Ivana sarebbero bastati per essere eletta. Chiaramente questo è solo un paradosso, un’osservazione “curiosa”, consolatoria ma certamente non assolutoria per il centro sinistra che non può sperare di vincere solo contando sugli errori di Tenti che ha fatto una campagna elettorale aggressiva e scorretta.
Come nel suo volantino finale: ancora accuse a Ivana di aver chiuso il poliambulatorio quando gli era già stato risposto che la società Intersos, a cui Tenti aveva assegnato la gestione, non era più in grado di continuare per problemi finanziari e poi accuse ad altri candidati (conflitto di interessi) che ricordavano il famoso detto del bue che dà del cornuto all’asino. E che dire del giochetto dell’omonimia del capo lista lasciato poi senza supporto di preferenze: in oltre quarant’anni di elezioni non ho mai visto un capolista che ha preso meno preferenze di tutti gli altri candidati della sua lista.
Che la lista di Tenti fosse in difficoltà poi bastava ricordarsi dei partecipanti alla cena di sostegno fatta in campagna elettorale: non più di 400 partecipanti nonostante new-entry inaspettate (?) e fotografate provenienti dalla lista Bagini, rispetto ai mille del 2007, quando Tenti aveva vinto le elezioni.
Ripeto però che queste sono solo constatazioni curiose. La vera risposta da cercare è però questa: perché la lista di centrosinistra ha perso così tanti voti rispetto alla lista Bagini?
La delusione per la crisi della passata amministrazione ha senz’altro influito: l’elettore non sempre guarda di chi è stata la “colpa”, Ivana non ha mai votato contro Bagini ma il risultato comunque è stato negativo e lei ha dovuto ereditarlo.
Anche la lista 5 stelle ha certamente contribuito a parte di questa perdita, nel 2012 non era presente, ma queste non sono a mio parere motivazioni sufficienti perché, ripeto, bastavano un centinaio di voti in più perché Ivana fosse oggi sindaco.
Alcuni elettori di sinistra, io di solito li definisco “bastian contrari”, non hanno ritenuto sufficientemente di sinistra la lista di Ivana e pertanto, non solo non l’hanno appoggiata, ma le hanno fatto campagna elettorale contro, disorientando il nostro elettorato tradizionale; non mi riferisco in questo caso a gruppi politici locali organizzati le cui posizioni erano note.
Voglio però aggiungere anche una considerazione riguardo il basso numero di preferenze della nostra lista e questo tocca noi, purtroppo è anche nel mio DNA: non siamo capaci di “coltivare il consenso”.
Ricordate il muro umano di candidati delle altre liste che accoglievano calorosamente con sorrisi, e anche baci e abbracci, gli elettori domenica prima di entrare nei seggi. Questo comportamento è sintomatico di come “loro” cercano i voti. “Noi”, invece cerchiamo poco il contatto diretto con l’elettore perché confidiamo nella “maturità” dell’elettore, nella sua capacità di valutazione nel giudicare le proposte di un programma; siamo convinti che sappia da solo entrare nel merito delle questioni amministrative e condividere quindi obiettivamente il nostro programma come il migliore di tutti. Ma così evidentemente non è stato.
