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Un altro consiglio comunale, quello di giovedì 23, un altro ordine del giorno iscritto (di fatto) dall’opposizione. Oramai è un classico che va avanti con qualche variazione al tema da quando si è insediata l’amministrazione Lonati. Si aduna il civico consesso, come nella seduta di giovedì sera, più per discutere di interpellanze, interrogazioni e mozioni presentate dalle minoranze che per progetti proposti dall’amministrazione comunale. L’immobilismo è paradossalmente il punto di forza della compagine amministrativa che così non è esposta ad alcun rischio e può navigare tranquilla in acque chete.
D’altra parte con una maggioranza risicata e fragile non è conveniente mettere alla prova la sua stabilità. Si fa il minimo indispensabile e si naviga il più possibile a vista per scongiurare insidie. L’importante è approvare il bilancio, come è già stato fatto, che garantisce un anno di sinecura. Poi si vedrà per l’ultimo anno della legislatura. Intanto si dimettono consiglieri e assessori, si cacciano gli alleati scomodi con la scusa che si sarebbero fatte grandi cose, ma nessuno le ha viste. Se questo è governare…

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