Non sarebbe stata la bulimia del potere, come ha gridato qualche esponente della minoranza, la nomina di presidente del consiglio (Roberto Corda) e del vicepresidente (Livio Fagnani), ma semplicemente la particolarità della situazione contingente. Sì, perché la volontà della maggioranza era di affidare la vicepresidenza a Ivana Marcioni (ViviAmo Vittuone), come anticipato da Stataleforum, e da quel che si è intuito sarebbe stata anche disponibile ad assumerla, ma tutto sarebbe cambiato alla riunione dei capigruppo. Enzo Tenti (Insieme per Vittuone) nell’incontro pare che abbia così impressionato da indurre Marcioni a fare marcia indietro.
La maggioranza a quel punto avrebbe chiesto a Diego Manfredi (M5S) se fosse disponibile all’incarico, ma senza ricevere l’adesione. Restava solo Tenti, ma in maggioranza, valutando evidentemente che l’elettorato non avrebbe capito l’eventuale scelta e pensato che sarebbe rientrato dalla finestra dopo essere uscito dalla porta, si è risolta di tagliare la testa al toro per non dargli alcuna legittimazione. Come? Nominando vicepresidente un proprio esponete, ovvero Livio Fagnani. Una decisione che non trova grandi riscontri nel galateo istituzionale, ma le circostanze hanno spinto la maggioranza all’inconsueto strappo. Tentipoi ha anche presentato una mozione per denunciare l’incompatibilità di Fagnaninel ruolo per il fatto che era stato anche incaricato dal sindaco Stefano Zancanaro a occuparsi di specifiche materie. Ma l’incompatibilità non sembra sussistere per la vicepresidenza. Infine è da ricordare il “nobile gesto” di Roberto Cassani, che, essendo divenuto assessore, si è dimesso da consigliere per far entrare Gian Carlo Bernacchi, che in un primo momento sembrava essere stato eletto.
