Si è persa un’altra occasione per progettare e pianificare in modo nuovo, più rispettoso, diverso e vivibile il comparto fra le vie Garibaldi e L. da Vinci. Sinistra di Sedriano contesta il piano attuativo APC 7, adottato dalla giunta il 10 novembre scorso, in cui sono destinate a nascere nuove residenze. Secondo SdS l’intervento confligge con le conclusioni della relazione geologica, che rileva la presenza di acque sotterranee circolanti che generano nell’area interessata dal progetto un alto grado permeabilità e un livello estremamente elevato di vulnerabilità. Da qui la sua preoccupazione che il piano attuativo non tenga anzitutto in debito conto quanto indicato dallo studio geologico.
Poi trova che le risultanze dell’esame di impatto paesistico appaiono quanto meno arbitrarie e finalizzate esclusivamente a contenere la classe di sensibilità del sito. Abbastanza per esprimere “ferma contrarietà al piano attuativo APC 7”. SdS osserva che “la realizzazione delle quattro palazzine poste sul lato sud sono totalmente avulse dal contesto urbano circostante e in discontinuità con quanto realizzato a nord del comparto” con la conseguenza di produrre “un effetto complessivo non omogeneo se non disordinato, in sintonia questo sì, con l’insieme urbanistico complessivo dell’edificato sedrianese, caratterizzato da scarsa coerenza visiva e funzionale”. Un’occasione gettata al vento. Sì, perché, secondo SdS, “si è persa ancora una volta un’occasione per progettare e pianificare in modo nuovo, più rispettoso, diverso e vivibile, subordinando il complessivo progetto alla consueta logica del massimo profitto, considerando il ‘resto’ solo trascurabile, insignificante dettaglio”.
Poi trova che le risultanze dell’esame di impatto paesistico appaiono quanto meno arbitrarie e finalizzate esclusivamente a contenere la classe di sensibilità del sito. Abbastanza per esprimere “ferma contrarietà al piano attuativo APC 7”. SdS osserva che “la realizzazione delle quattro palazzine poste sul lato sud sono totalmente avulse dal contesto urbano circostante e in discontinuità con quanto realizzato a nord del comparto” con la conseguenza di produrre “un effetto complessivo non omogeneo se non disordinato, in sintonia questo sì, con l’insieme urbanistico complessivo dell’edificato sedrianese, caratterizzato da scarsa coerenza visiva e funzionale”. Un’occasione gettata al vento. Sì, perché, secondo SdS, “si è persa ancora una volta un’occasione per progettare e pianificare in modo nuovo, più rispettoso, diverso e vivibile, subordinando il complessivo progetto alla consueta logica del massimo profitto, considerando il ‘resto’ solo trascurabile, insignificante dettaglio”.