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| Alfredo Celeste |
L’area festa sembra proprio destinata a finire sul tavolo dei giudici della Corte dei conti. Sì, la decisione dell’amministrazione Cipriani di non conciliare così come proposto dal Ctu (Consulente tecnico d’ufficio), l’ingegner Fabio Donato, nella causa relativamente al lotto A contro l’impresa Coruzzi Srl di Parma, l’ingegner Angelo Munari (direttore lavori) e l’architetto Angelo Massetti (collaudatore) non è parsa la scelta migliore agli ex amministratori in quanto, a loro giudizio, ha esposto il Comune a un grave danno finanziario. E così l’ex sindaco Alfredo Celeste è pronto a investire la magistratura contabile della vicenda. Ma non è solo nella vertenza.
Anche l’ex assessore Danilo Patané, coordinatore cittadino di Forza Italia, condivide e sostiene l’iniziativa. La presa di posizione nasce dal fatto che il Ctu, incaricato dal Tribunale di Milano, ha proposto al Comune di chiudere la controversia liquidando alla controparte 227.598 euro. Ma l’ente non ha accettato non essendo convinto delle conclusioni del Ctu. “Mi ero ripromesso di restare in silenzio -afferma l’ex sindaco Celeste-, ma davanti a tanta ostinazione ho dovuto obtorto collo infrangere la consegna. Anzitutto è inammissibile la sceneggiata per suggestionare l’opinione pubblica di recintare l’intero perimetro (8.000 euro) quando solo una piccola porzione, grande più o meno quanto l’area di rigore di un campo di calcio, è interessata da inquinamento per la presenza di nichel. Una chiusura sproporzionata rispetto all’eventuale danno del terreno. Bastava delimitare l’area coinvolta e non già tutto quanto. E come se non bastasse nessuna autorità ha intimato la chiusura. Poi il Comune rifiutando la proposta del Ctu si è esposto al rischio di perdere la causa e di pagare molto di più e senza una buona ragione a non conciliare, oltre a rivalutazioni, spese legali, parcella al collaudatore. Inoltre la delibera con cui si è declinata la conciliazione non riporta il parere della ragioneria”. Non è tutto. “Chiudendo l’area -aggiunge Celeste– la giunta Cipriani ha deliberatamente, uniformandosi alla scelta dei commissari, rinunciato a fare la manutenzione con la conseguenza di far degradare l’intero comparto e specularci politicamente dando la colpa ad altri. Inoltre così agendo si sono negati all’uso pubblico gli spazi destinati ai giovani e alla generalità dei cittadini, pur essendo fruibili. Un gesto irresponsabile che concorre a integrare il ricorso alla Corte dei conti. Voglio infine ricordare che noi siamo stati così attenti ai lavori da contestare quelli relativi al lotto C”.
Anche l’ex assessore Danilo Patané, coordinatore cittadino di Forza Italia, condivide e sostiene l’iniziativa. La presa di posizione nasce dal fatto che il Ctu, incaricato dal Tribunale di Milano, ha proposto al Comune di chiudere la controversia liquidando alla controparte 227.598 euro. Ma l’ente non ha accettato non essendo convinto delle conclusioni del Ctu. “Mi ero ripromesso di restare in silenzio -afferma l’ex sindaco Celeste-, ma davanti a tanta ostinazione ho dovuto obtorto collo infrangere la consegna. Anzitutto è inammissibile la sceneggiata per suggestionare l’opinione pubblica di recintare l’intero perimetro (8.000 euro) quando solo una piccola porzione, grande più o meno quanto l’area di rigore di un campo di calcio, è interessata da inquinamento per la presenza di nichel. Una chiusura sproporzionata rispetto all’eventuale danno del terreno. Bastava delimitare l’area coinvolta e non già tutto quanto. E come se non bastasse nessuna autorità ha intimato la chiusura. Poi il Comune rifiutando la proposta del Ctu si è esposto al rischio di perdere la causa e di pagare molto di più e senza una buona ragione a non conciliare, oltre a rivalutazioni, spese legali, parcella al collaudatore. Inoltre la delibera con cui si è declinata la conciliazione non riporta il parere della ragioneria”. Non è tutto. “Chiudendo l’area -aggiunge Celeste– la giunta Cipriani ha deliberatamente, uniformandosi alla scelta dei commissari, rinunciato a fare la manutenzione con la conseguenza di far degradare l’intero comparto e specularci politicamente dando la colpa ad altri. Inoltre così agendo si sono negati all’uso pubblico gli spazi destinati ai giovani e alla generalità dei cittadini, pur essendo fruibili. Un gesto irresponsabile che concorre a integrare il ricorso alla Corte dei conti. Voglio infine ricordare che noi siamo stati così attenti ai lavori da contestare quelli relativi al lotto C”.
