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Ieri sera il sindaco Stefano Zancanaro ha presentato agli uffici comunali il nuovo assessore ai lavori pubblici Mario Giovanni Scotti, che nella vita è architetto e docente. Un primo contatto con gli uffici per incominciare il suo delicato e difficilissimo lavoro, anche in considerazione che non ha alcuna esperienza in materia e per di più non ha neppure un partito, una forza politica alle spalle che lo sorregga. Eppoi la statistica dice che prima di lui ben 4 assessori sono usciti di scena. Nessuno è durato a lungo. Chi per una ragione chi per un’altra è uscito di scena anzitempo. Ce la farà lui a restare in carica sino alla fine della legislatura? E’ l’uomo giusto per dirigere un assessorato così complesso? Il punto interrogativo è d’obbligo. Certo che è curioso che il sindaco abbia scelto una matricola più che sconosciuta per sostituire Enzo Tenti, il quale era stato sponsorizzato dalla vicesindaca Annamaria Restelli e dall’assessore Maikol Bergamaschi, essendo dotato di capacità e competenze, proprio per rilanciare l’assessorato e realizzare grandi cose in modo da presentarsi alla scadenza della legislatura con le carte in regola per vincere le elezioni.

Ma la politica -si sa- è l’arte delle contraddizioni e delle capriole impossibili. Non sarebbe stato meglio, come si vocifera negli ambienti politici, nominare l’ex assessore Giuseppe Restelli, peraltro anche leghista, che già aveva dimestichezza con la macchina comunale. Magari Scotti brucerà le tappe, smentirà i pessimisti e si dimostrerà all’altezza del gravoso compito. Intanto Livio Fagnani smentisce seccamente che non abbia protocollato le dimissioni, visto che le aveva inviate con posta certificata e poi gli è stato risposto via email pure con il numero di protocollo con cui era stata registrata la sua comunicazione. 

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