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L’ex cartiera per un motivo o per l’altro è al centro di polemiche. Non bastava la demolizione di quel che rimaneva del passato (caminone, filanda, ex sede dell’Avis), ora ad alimentare le polemiche anche l’effettiva estensione del comparto e l’entità dell’appartenenza della superficie privata dell’area. Il dettaglio non è sfuggito al consigliere comunale Monica Gibillini (Lista civica Bareggio 2013) sulla scia delle affermazioni di Giuseppe Sisti (Lega), il quale in un recente comunicato ha sostenuto che «l’area è per il 75% privata e quindi è il privato che decide cosa fare nella parte di sua proprietà, ovviamente nel rispetto del PGT e delle normative vigenti». E Gibillini si domanda su cosa è fondata l’affermazione, dal momento che nel giugno 2024 la giunta, approvando il piano ex cartiera, non ha definito i metri quadri dell’area suddivisi tra quelli di proprietà comunale e quelli di proprietà privata.

«Nelle osservazioni – afferma il consigliere comunale della Lista civica Bareggio2013, Monica Gibillini – che avevo presentato con spirito propositivo e alfine di tutelare il Comune ho segnalato la necessità di integrare le tavole del piano con l’indicazione della superficie di terreni e fabbricati così da determinare come era ripartita (in metri quadri e non soltanto in quote) tra il soggetto attuatore pubblico ed il soggetto privato. La superficie territoriale (ST) complessiva dell’intervento è infatti stimabile in 17.735 mq, 13.235 mq via Madonna Pellegrina + 4.500 mq via Primo Maggio, in assenza di dati puntuali (e fondamentali) di progetto relativi alla ripartizione della ST tra Comune e privato, la proprietà comunale era stimabile in circa 14.000 metri quadri quella dell’operatore privato in circa 3.735 mq. Con la realizzazione del piano attuativo – prosegue Gibillini, la ST comunale si riduce a circa 12.000 mq. mentre quella disponibile per il privato sale a circa 5.600 mq. tra l’area ex cartiera e via Primo Maggio. Con l’osservazione si evidenziava l’assoluta importanza di integrare le tavole del piano con i metri quadri relativi allo stato di fatto e con la suddivisione tra Comune e privato. Tuttavia, la giunta ha respinto l’osservazione. Ora dopo l’intervento del partito di maggioranza ci aspettiamo dunque – conclude Gibilliniun’azione di trasparenza verso i cittadini da parte della giunta attraverso la pubblicazione della documentazione che dimostra i metri quadri dell’area suddivisi tra quelli di proprietà comunale e quelli di proprietà privata prima dell’approvazione del Piano e dopo la sua definitiva approvazione».

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