Franco Saverino riconfermato alla presidenza del circolo di Fratelli d’Italia. Un riconoscimento degli iscritti al suo impegno per la costituzione del circolo e nel partito. Ma fuori dal partito le critiche piovono su Saverino, soprattutto dall’ultimo socialista di Settimo Milanese, ovvero da Alfredo Di Lisa. E sì, Di Lisa si chiede per quale merito è stato nominato alla guida del circolo. Si domanda: per essere arrivato quarto alle elezioni? Per aver subito una sconfitta clamorosa a Settimo Milanese? Per non aver inciso minimamente nell’azione politica locale?
Eppoi continua con le obiezioni. I cittadini ricordano bene il risultato delle urne: Fratelli d’Italia a Settimo Milanese ha perso malamente, senza riuscire a rappresentare un’alternativa credibile, senza una strategia, senza una visione. Eppure, invece di interrogarsi sulle cause della loro disfatta, si chiudono in se stessi e premiano chi li ha condotti alla sconfitta.
Non un solo emendamento al bilancio, non una proposta concreta, non un’idea capace di incidere nelle dinamiche cittadine. Il silenzio come unica strategia politica, la passività come unico tratto distintivo. E così, mentre la città affronta questioni decisive, loro restano immobili, in un’opposizione fantasma che non ha mai saputo nemmeno alzare la voce nei momenti cruciali.
Ma la storia insegna che chi non fa politica, la subisce. E qui torna alla mente una frase di Bettino Craxi:
“La politica non è l’arte di stare immobili.”
Un tempo, i congressi di partito erano momenti di confronto, di apertura, di dibattito. Si invitavano gli altri segretari, ci si sfidava sulle idee, si cercava un dialogo per dare un senso alla democrazia. Oggi, invece, il loro isolazionismo è totale. Nessun invito, nessuna apertura, nessuna voglia di confrontarsi.
Chiusi nella loro roccaforte, blindati nelle loro logiche autoreferenziali, ma sconfitti nelle urne e incapaci di rialzarsi. La loro parabola politica è già segnata.
Hanno perso a Settimo Milanese. Perderanno ancora.
