Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Lo storico Mario Comincini, coautore del libro del Comune plagiato, ribatte colpo su colpo sulle spiegazioni che arrivano dal municipio. E in questa nuova puntata prova a fare chiarezza. Viene in mente un passaggio verdiano: «La tragedia mutò in commedia, piacevolissima. Ah! ah! ah! ah! E che baccano sul caso strano, e che commenti per la città!» (Un ballo in maschera). Sì, perché c’è del comico in quanto sta succedendo nella vicenda del plagio della vicesindaca Garofalo: l’opposizione chiede al sindaco perché la perizia dell’avvocato Adriano Sponzilli non ha tenuto conto delle fotografie usate dalla vicesindaca Garofalo e il sindaco a chi va a chiedere quelle fotografie? Non alla vicesindaca ma… all’opposizione. 

Andiamo con ordine. Nella mozione presentata il 20 aprile scorso, i consiglieri di minoranza Alfredo Celeste, Massimiliana Marazzini e Donatella Barini rilevavano che «le pubblicazioni sul sito Guide Art riproducevano anche le fotografie, corredo complementare del libro storico copiato e, pertanto, sorge il dubbio che all’avvocato siano stati trasmessi, e non ne conosciamo i motivi, solo i testi e non le foto/immagini che avrebbe rideterminato la somma da risarcire». Il successivo 4 maggio, il sindaco scriveva ai tre consiglieri: «Dall’analisi puntuale condotta nuovamente sulla corrispondenza intercorsa tra il dott. Comincini e il Comune non si fa riferimento alcuno ad immagini ma soltanto ai testi dei quali l’autore ha fornito successivamente il confronto tra i testi pubblicati sul sito Guide-Art e gli stralci del libro “Storia Sedrianese”. Al fine di consentire una valutazione più completa di questi nuovi elementi che emergerebbero dal contenuto della mozione citata, si chiede cortesemente di fornire, in riscontro alla presente, il materiale fotografico del quale si contesta la pubblicazione».

Essendo chiamato in causa, avrei qualche osservazione da fare e molte domande da porre.

– Come privato cittadino mi sono limitato a segnalare al Sindaco che i testi del libro da me curato per il Comune di Sedriano risultavano oggetto di plagio: non mi aspetto riconoscenza, ma adesso farmi passare per negligente… Dopo aver segnalato il plagio dei testi, il sindaco mi ha risposto: «Non ravviso l’opportunità di azioni del comune a tutela delle proprie prerogative sul testo edito»: a quel punto, col sindaco che non si occupava dei testi, avrei dovuto occuparmi anche delle foto? Ho dei diritti su di esse, come li ho per i testi? Competeva a me fare un’indagine al riguardo? Non sono io il consulente del Comune per la tutela di un suo diritto d’autore. Chissà perché, a proposito della violazione di questo diritto, il sindaco non tiene conto delle indicazioni di un privato cittadino ma, quando fa comodo, tiene conto delle sue omesse ma non dovute indicazioni. 

– La perizia dell’avvocato Sponzilli, chiesta dal Comune, ha ribadito quanto già si sapeva e cioè che il Comune, per il libro edito nel 2012, è effettivamente titolare dei “diritti d’autore per testi e foto” e “diritti di riproduzione per le immagini d’archivio”. Con questa premessa, logica voleva che l’indagine sulla violazione dei diritti del Comune venisse effettuata, prescindendo dalla mia segnalazione, non solo sui testi ma anche sulle immagini della “Storia Sedrianese”. E infatti l’avvocato Sponzilli non trascura di prendere in considerazione anche le immagini, ma per affermare: «Le porzioni di testo riprendevano solo componenti di testo dell’opera originale e non le immagini»: che puntate ha visto della “Storia Sedrianese”, se tutte quelle del 2021 erano corredate da immagini? Come può adesso il sindaco affermare che non sa nulla delle immagini, se in data 26 ottobre gli ho segnalato con precisione le puntate della “Storia Sedrianese” visibili in rete, costituite da testo e immagini? Non ha scaricato quelle puntate, poi rimosse, come prova per difendere i diritti del Comune, e adesso va a chiederle all’opposizione? E come può l’avv. Sponzilli affermare che dal libro da me curato sono stati ripresi solo i testi e non le immagini? Che materiale ha ricevuto per redigere il suo parere? La sua affermazione porta comunque a concludere che la perizia è incompleta, non essendo stato preso in considerazione il danno causato dall’uso delle immagini.

– Alla luce di tutto ciò, la richiesta del sindaco risulta bizzarra. Le immagini oggetto del diritto del Comune le va a chiedere proprio all’opposizione? La persona che ha messo in rete quelle foto fa parte della maggioranza e quindi è più tenuta lei a collaborare. Una richiesta del genere alla minoranza fa pensare che il sindaco, che ha nominato Garofalo vicesindaca con delega all’Istruzione, abbia difficoltà a chiederle di collaborare con l’amministrazione. Eppure si tratta di collaborare ad accertare la verità riguardo a diritti del Comune: in quanto vicesindaca, Garofalo dovrebbe sentirsi obbligata a collaborare col sindaco mettendo a disposizione testi e foto della “Storia Sedrianese” (25 puntate), anche perché ancora convinta – pur dopo la perizia dell’avv. Sponzilli – di non aver commesso alcun illecito. Viceversa il suo rifiuto a collaborare equivarrebbe a mettersi in conflitto d’interessi col Comune e ad essere obbligata a dimettersi. Chiedo al sindaco: neanche il rifiuto di Garofalo a fornire questa collaborazione al proprio Comune sarebbe sufficiente a revocare le deleghe? 

– Confidando che la vicesindaca inizi a collaborare, dal momento che per la sua carica riceve un indennizzo, allego una decina di immagini da lei usate per illustrare la “Storia Sedrianese”, otto prese dal libro del Comune e due – giusto per accennare a un altro plagio – dal libro “Sedriano. Una parrocchia, una comunità”, da me curato per la parrocchia nel 2000 e pure coperto da copyright. Chi di dovere faccia gli opportuni approfondimenti. 

– Il sindaco non può però pretendere la collaborazione dell’opposizione solo perché la sua vicesindaca non collabora all’accertamento della verità riguardo a un diritto che lei dovrebbe invece istituzionalmente difendere, perché riguardo alla mancata collaborazione è eloquente il suo silenzio in consiglio comunale quando è stata presentata la perizia in cui c’è scritto che lei non aveva usato alcuna immagine del libro: la sua volontà di collaborazione, anche considerando il suo ruolo istituzionale, le avrebbe fatto dire: “Non corrisponde al vero che ho ripreso solo componenti di testo dell’opera originale e non le immagini». Un’omissione grave, che fa il paio con quanto asserito nel Consiglio comunale del 30 novembre 2022 e cioè che “i fatti riportati dal libro di Comincini, come tali, non sono monopolio di alcuno”: pensava a me dicendo così ma non si accorgeva di negare l’esistenza del diritto d’autore spettante al Comune di cui è vicesindaca. 

– In sintesi. Garofalo ha tutti gli elementi per mettere il Comune nella condizione di fare finalmente chiarezza in questa vicenda un po’ triste. Uscendo da un silenzio siderale, decida da che parte stare. Può collaborare, come è suo dovere essendo vicesindaca. Può decidere di non collaborare credendo che sia un suo diritto, e allora viene a trovarsi in conflitto di interessi col Comune e si deve dimettere. Oppure può dichiarare di non avere più le immagini usate nelle puntate della sua “Storia Sedrianese” e allora il sindaco, avendo omesso di scaricarle quando gliele ho segnalate ed essendo obbligato a tutelare i diritti del Comune con ogni mezzo legale, si deve rivolgere alla Polizia Postale. 

– A mia volta confermo la mia collaborazione (sempre rifiutata) e quindi sono disposto a fornire tutte le puntate della “Storia Sedrianese” pubblicate nel 2021, testo e foto. Puntate che peraltro il Comune non può non possedere avendo trasmesso i post di Garofalo all’avvocato Sponzilli, nei quali si constata che solo una voluta operazione potrebbe separare i testi dalle foto e cioè tagliare in due i post visibili a video.

Lascia un commento