Una dipendente solerte invece di essere premiata è stata sanzionata con 10 giorni di sospensione e la perdita di stipendio per 716,33 euro più gli interessi legali, la rivalutazione monetaria e le spese legali. La surreale vicenda risale al 2021 quando la passata amministrazione comunale ha irrogato a F. M. la sanzione, perché si era recata al lavoro, essendo l’unico modo per assolverlo per il suo particolare ruolo, nonostante che l’emergenza sanitaria imponesse l’attività a distanza. La dipendente è ricorsa contro il provvedimento al Tribunale civile di Milano, ma il Comune si è costituito in giudizio per resistere alla pretesa. Risultato? Il Tribunale ha dato piena ragione alla dipendente ritenendo la sanzione illegittima e sproporzionata, mentre l’ente è stato condannato a restituire il maltolto, gli oneri riflessi e l’Irap e per di più si è ritrovato con una spesa di 4.069,48 euro per liquidare il proprio legale. Ora la vicenda è pronta ad approdare in consiglio comunale nella seduta di domani sera. Infatti i consiglieri Massimiliana Marazzini, Donatella Barini e Alfredo Celeste hanno presentato una mozione per chiedere di impegnare sindaco e giunta a recuperare le spese sopportate dal Comune, poiché, a loro giudizio, sarebbe presumibile una responsabilità degli uffici. Il motivo? “Gli uffici che solitamente accompagnano e consigliano gli amministratori nelle loro pesanti responsabilità a prendere le giuste decisioni, che, però, in questo caso, sono risultate fondamentalmente sbagliate e, definitivamente, compromettenti per le scarse risorse del nostro Comune”. Come andrà a finire? Si autotasseranno i dipendenti come hanno fatto per pagare le famigerate multe irrogate alla macchina comunale, che ha violato il codice della strada, per risarcire la collega ingiustamente penalizzata con la decurtazione stipendiale?
