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Il Comune prima spende la bellezza di 8.244,03 euro per incaricare un avvocato nella  controversia con i sindacati sulla gestione dell’asilo nido “Pollicino” e poi raggiunge un accordo extragiudiziale con gli stessi. Un paradosso, ma tant’è. Tutto è incominciato da quella che le organizzazioni sindacali hanno definito condotta antisindacale del sindaco Marco Re, reo, a loro giudizio, della violazione del titolo II del CCNL Funzioni Locali del 21/05/2018 in materia di obbligo di informativa e di confronto preventivo, nonché dell’inopportunità di esternalizzare  l’asilo nido “Pollicino”. Da qui la loro richiesta del ritiro di tutti gli atti deliberativi conseguenti. Il Comune reagiva dando incarico a un legale per far valere le proprie ragioni. Ma successivamente ha preferito trovare l’intesa con i sindacati e ritirare il provvedimento. La circostanza non è sfuggita ai consiglieri Massimiliana Marazzini, Donatella Barini e Alfredo Celeste che hanno prese. ntato una mozione per chiedere a sindaco e giunta di recuperare in tempi celeri la somma investita per il legale. Come? Con la decurtazione equivalente delle indennità del sindaco e della giunta, o con altre azioni necessarie. I consiglieri lamentano anche che gli è stata, come al solito, occultata la data dell’incontro risolutore con i sindacati e per di più non dispongono di notizie delle altre strade che l’amministrazione vuole intraprendere per l’asilo nido, così come nelle dichiarazioni rilasciate da sindaco Re al settimanale Settegiorni. Non solo. Sottolineano che nel consiglio comunale del 20 dicembre scorso, giorno immediatamente precedente all’accordo raggiunto, avevano evidenziato che la spesa del legale era improvvida e antieconomica, dal momento che poteva essere evitata non costituendosi in giudizio, ma raggiungendo anzitempo l’accordo, così come poi sopravvenuto, scongiurando così uno spreco delle risorse pubbliche.

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