Il Comune ha dovuto fare parziale marcia indietro sulle esumazioni. Ma senza l’interrogazione di Alfredo Celeste avrebbe dato seguito all’operazione con possibili ripercussioni legali. La tempistica è una prova irrefutabile. Infatti il 9 novembre la determina (la gestione cimiteriale fa capo all’ufficio tecnico) che stabiliva “che nel corso del procedimento è emerso che per 10 esumazioni già programmate, secondo il calendario allegato alla determinazione n. 461 del 07/11/2022, sono state stipulate concessioni per anni 30 e pertanto non ancora scadute”. Da qui la sospensione dell’esumazione delle 10 salme. L’interrogazione di Celeste è invece dell’8 novembre, ma già lunedì 7 era stato in municipio per segnalare l’irregolarità. Il consigliere nell’interrogazione faceva presente di essere conoscenza che “dei cittadini interessati all’operazione avevano stipulato, all’epoca, un contratto di concessione, firmato dal responsabile dell’ufficio preposto e dal titolare amministrativo del Comune di Sedriano, per un periodo di 30 anni, oggi non ancora scaduto e addirittura che prevede, come leggiamo da uno dei contratti sottoscritti, che allo scadere di detta concessione gli aventi diritto potranno presentare domanda per riconferma, che verrà accordata dietro versamento di una somma corrispondente alla tariffa di concessione vigente all’atto della richiesta e, in mancanza di tale domanda, la concessione cadrà nella libera disponibilità del Comune”. A ciò ha fatto seguito la determina con cui si è convenuto “che non si può procedere alle 10 esumazione ordinarie se non prima di aver avvisato i familiari dei defunti che avranno facoltà di scelta in merito all’esumazione in data da concordare”. Una misura che è valsa a sanare un’irregolarità. E menomale che il consigliere è stato così solerte a segnalare la circostanza.
