Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Il contratto di concessione dell’inumazione in mano agli eredi è trentennale, ma da oggi, stando all’ordinanza sindacale 70/22, sono iniziati le operazioni di esumazione ordinaria nel campo 6 e  7 del cimitero che non rispetterebbero il vincolo. Un pasticcio o presunto tale che non è sfuggito al consigliere comunale Alfredo Celeste (Noi con Sedriano e Roveda), che ha presentato un’interrogazione per sollecitare chiarimenti sulla stranezza, che potrebbe, a suo giudizio, esporre il Comune a vertenze. L’intervento -viene spiegato nell’ordinanza- si è reso necessario essendo esaurita la disponibilità di spazi da destinare a nuove inumazioni e in ogni caso fattibile essendo  già abbondantemente trascorsi 10 anni di inumazione. Sembra tutto lineare e regolare, ma non per Celeste. Infatti il consigliere obietta anzitutto che la normativa stabilisce che per dar luogo alle esumazioni è necessario che le salme devono essere completamente mineralizzate, diversamente si ritorna allo stato precedente. Poi osserva che da una sua rapida istruttoria ha accertato che, secondo gli uffici responsabili, le esumazioni ordinarie dopo dieci anni dall’inumazione sono basate sul regolamento comunale di polizia mortuaria ancor vigente dal 1984 ( sic) e su presunte disposizioni regolamentari nazionali e regionali. Tuttavia è venuto a conoscenza che buona parte dei cittadini interessati alle imminenti operazioni abbia stipulato, all’epoca, un contratto di concessione, firmato dal responsabile dell’ufficio preposto e dal titolare amministrativo del Comune, per un periodo di 30 anni , tutt’oggi non ancora scaduto e addirittura che prevede, come leggiamo da uno dei contratti sottoscritti, che allo scadere di detta concessione gli aventi diritto potranno presentare domanda per riconferma, che verrà accordata dietro versamento di una somma corrispondente alla tariffa di concessione vigente all’atto della richiesta e, in mancanza di tale domanda, la concessione cadrà nella libera disponibilità dell’ente. Un chiaro passaggio che evidenzia il possesso di diritti soggettivi già acquisiti e che non possono essere cancellati con un colpo di spugna. “Fermo restando -afferma Celeste– lo strazio dei parenti e congiunti per questo tipo di rivisitazione di un lutto profondo e angoscioso, avendo ancor vive le memorie affettive degli amati, il Comune si espone, secondo il nostro modesto giudizio, a contenziosi che possono dichiararci soccombenti e costretti a spese legali e civili non indifferenti, oltre che un’incursione non opportuna sulle motivazioni che hanno fatto nascere l’ordinanza sindacale. Per questi motivi chiedo alla giunta Re di spiegare come intende risolvere o ha già risolto queste problematiche di conflitto di interessi fra cittadino e amministrazione pubblica”.

Lascia un commento