Don Emanuele Tempesta, cornaredese, rischia di scontare la condanna in carcere per molestie sessuali a 11 minori che frequentavano l’oratorio. Infatti la Procura contesta che l’ex vicario parrocchiale di Busto Garolfo, pur condannato in appello a 3 anni e 10 mesi, non vada in carcere e sconti per contro la pena agli arresti domiciliari. In primo grado gli erano stati inflitti 6 anni e 5 mesi, ma in appello ridotti per via de riconoscimento delle attenuanti generiche e del risarcimento alla parte offesa. Intanto la difesa ha impugnato la sentenza così come la Procura, ma per motivi diversi.
L’avvocato Mario Zanchetti, difensore di don Emanuele, chiede l’annullamento della condanna. Il legale obietta che la ricostruzione della vicenda, a suo giudizio, sia corretta e per di più nella sentenza ritiene che ci siano omissioni nella motivazione e le prove non valutate adeguatamente. Non solo. Il legale trova anche che le testimonianze dei minori siano frutto del cosiddetto “contagio dichiarativo”, cioè influenzate reciprocamente e quindi da ritenersi non attendibili.
