L’opposizione non c’è solo in consiglio comunale. Sì, perché anche chi sta fuori non resta con le mani in mano ad aspettare. Infatti Italia Viva zona di Bareggio e la lista civica Io Amo Bareggio, vivendo il territorio ogni giorno hanno sentito il dovere di intervenire vedendo scelte che rischiano di penalizzare la nostra comunità. E hanno scritto al sindaco Linda Colombo, al vicesindaco Roberto Lonati, all’assessore Raffaella Gambadoro e al segretario comunale Colacicco per evidenziare che hanno letto con grande attenzione la nuova convenzione per la cava appena approvata dalla giunta e confrontata, riga per riga, con quella vecchia del 2017. “Quello che ne esce – affermano – è un quadro preoccupante: promesse mancate, opere che spariscono e condizioni economiche ferme a 8 anni fa, come se il mondo non fosse cambiato. Bareggio merita di più di una firma messa “al buio”. Per questo, prima che sia troppo tardi, vi rivolgiamo pubblicamente alcune domande chiare, a cui chiediamo risposta scritta e immediata. I cittadini hanno il diritto di sapere”.
1. Perché si parla di “nuovo inizio” se il gestore è lo stesso?
Le carte dicono che l’attuale operatore gestisce l’area già dal 2018. Nella delibera scrivete che ci sono stati “impegni non rispettati” in passato. Diteci chiaramente: quali sono questi impegni violati in questi sette anni? E perché avete deciso di rinnovare la fiducia allo stesso soggetto senza prima spiegare a noi cittadini cosa non ha funzionato?
2. Che fine ha fatto la pista ciclabile di via Cusago?
Nella precedente convenzione c’erano 40.000 euro stanziati per fare i lavori della pista. Oggi, nel 2025, gli stessi 40.000 euro servono solo per fare il progetto. Perché avete accettato questo passo indietro? I cittadini aspettavano un’opera concreta, non un altro pezzo di carta pagato a caro prezzo.
3. Perché non avete adeguato i prezzi all’inflazione?
Avete confermato le stesse cifre di otto anni fa (200.000 euro per le strade e 0,30€/mc di contributo
sull’escavato). Sappiamo tutti che oggi, con l’inflazione, quei soldi valgono almeno il 20% in meno. Mantenere le cifre del 2017 significa aver fatto un “regalo” al privato e un danno alle casse del Comune. Perché non avete rinegoziato?
4. I conti del passato tornano?
Vogliamo essere sicuri che dal 2018 ad oggi il Comune abbia incassato tutto quello che gli spettava. Esiste un documento che certifichi che ogni metro cubo estratto è stato regolarmente pagato?
5. Chi ha controllato in questi anni?
La convenzione prevede controlli periodici. Quanti ne sono stati fatti davvero dal 2018 a oggi? Vogliamo vedere i verbali. Se non ci fossero, sarebbe gravissimo.
6. Beviamo acqua sicura?
Si scava fino a 24 metri di profondità, in piena falda.Quali dati recenti avete sulla qualità della nostra acqua? Non bastano le rassicurazioni a voce, servono analisi indipendenti e protocolli seri per il futuro. La salute non si tocca.
7. Il “buco” verrà riempito? E con cosa?
La convenzione parla di “recupero ambientale”. Tradotto: porterete materiali da fuori per riempire lo scavo? Se sì, pretendiamo che sia messo nero su bianco che si tratterà solo di terra naturale e non di materiali che possano nascondere rischi per il nostro territorio.
8. La recinzione
Le condizioni della rete che delimita il perimetro della cava sono pessime; in diversi tratti è divelta. Avete previsto la sistemazione e la sostituzione anche per motivi di sicurezza? Confidiamo che l’amministrazione non abbia nulla da nascondere e che risponderà punto per punto a queste domande di buon senso. Noi vigileremo, perché amiamo Bareggio e vogliamo che i suoi interessi vengano prima di tutto.
