L’eco dei like apposti dal vicesindaco Bruno Sala e dall’assessore Enzo Tenti al post di un vittuonese in vacanza a Predappio, desideroso di farsi fotografare con busto di Mussolini e altri oggetti di nostalgica memoria del ventennio fascista, non si è spenta. A tenerla viva ci ha pensato il Partito democratico con questa nota che ricevo e pubblico.
«Le vacanze sono finite o volgono al termine, in tanti sicuramente hanno preferito la riviera 1romagnola come meta delle loro vacanze. Come non condividere la loro scelta, sole, mare, buon cibo, musica ed eventi alla portata di tutte le tasche e di tutte le voglie. Tra queste, un nostro concittadino molto amico dell’attuale sindaco e degli attuali amministratori, ha pensato bene di sfruttare l’occasione e fare una puntatina a Predappio, non per una semplice curiosità, il sindaco ci tiene a far sapere che ci va ogni anno, ma per una “full immersion” nell’atmosfera nostalgica del “ventennio perduto”.
Come resistere poi alla tentazione di condividere questa sublime esperienza con i propri amici o conoscenti? Come non inviare un “selfie” con tanto di foto, quadri e statue sullo sfondo e perché non mettere una maglietta a tema? Ci sta!
Per concludere, un ultimo tocco di eleganza a giusto coronamento di tanta manifestazione di simpatica goliardia o complice nostalgia, scegliete voi il termine più adatto: una frasettina a effetto del tipo chi se ne frega se qualcuno non condivide?
E qui casca l’asino, i primi a buttarsi a capofitto nell’apprezzare il post, sono l’attuale vicesindaco Bruno Sala (FdI) ed Enzo Tenti (FI) assessore esterno con numerose deleghe. Una vergogna inaudita per il comune di Vittuone, che annovera tra i suoi cittadini molti martiri delle squadracce fasciste, e un voluto sgarbo a tutti i cittadini democratici e antifascisti.
In diversi hanno chiesto al sindaco di prendere le distanze dalle affermazioni dei suoi collaboratori, ma questa si è limitata a rispondere che quanto accaduto “Non è reato”, dimostrando la sua inadeguatezza, faziosità e ignoranza (l’apologia di fascismo è reato riconosciuto dalla Costituzione che anche lei è tenuta a rispettare e difendere).
Cosa ci tocca subire da questi “nuovi”, che si presentano in consiglio comunale con l’inno d’Italia in apertura, inno adottato il 12 ottobre1946 dallo Stato italiano come inno provvisorio, confermato poi dal Parlamento italiano non più monarchico né, tantomeno, fascista!
A completamento delle informazioni l’autore del post appena viste le reazioni ha provveduto a rimuoverlo prontamente».
