La politica s’infiamma improvvisamente. E sì, la scritta che campeggiava questo giovedì mattina sul muro condominiale fra le vie Magenta e Garibaldi è la spia che la politica cittadina non si svolge nelle sedi preposte, ma clandestinamente nel buio della notte. Un salto di qualità nell’imbarbarimento della politica locale. Infatti a finire nel mirino dei “cavalieri della notte” è il consigliere comunale Alfredo Celeste con l’accusa di essere un infame. La scritta “Celeste infame” non sembra un’espressione casuale, ma mirata. Il che fa ipotizzare che il malcapitato consigliere abbia disvelato qualcosa che era meglio non dire. Ma cosa? Una vendetta? Una ritorsione per i suoi interventi in qualità di consigliere comunale? Altro? Chissà…
A informare Celeste della circostanza è stato lo stesso sindaco Marco Re, che, oltre a esprimergli solidarietà, gli ha anche detto che la scritta sarebbe stata cancellata in mattinata.
“Non capisco – spiega Celeste – il motivo della scritta non avendo un ruolo istituzionale e per di più apparsa nelle adiacenze in cui abitavo sino a qualche mese fa con l’evidente intento di colpirmi. Gli ignoti non sapevano o fatto finta per depistare che risiedo altrove. L’aggettivo ‘infame’, peraltro, rimanda a traditore, spia, ma nella mia funzione di consigliere non ho fatto nulla per meritare l’epiteto e comunque che non sia stato pienamente trasparente e legittimo a cominciare dal ricorso alla Corte dei Conti e dalla segnalazione in aula del post offensivo su Facebook del presidente del consiglio Correnti nei confronti del presidente del Senato La Russa. Non è ovviamente un’accusa, ma una semplice annotazione cronologica dei miei ultimi atti pubblici. Tuttavia, resta la sgradevolezza dell’episodio a cui non posso soprassedere come se non fosse accaduto nulla. Esporrò querela”.
Intanto è da registrare che Correnti ha espresso la sua solidarietà a Celeste. Ecco il suo messaggio: “Questa mattina mi hanno informato dell’atto vergognoso nei tuoi confronti, utilizzando un metodo vile come scrivere sui muri pubblici frasi ingiuriose. Nel condannare fortemente l’atto, ti giunga la mia totale e personale solidarietà, convinto che sia condiviso da tutto il consiglio comunale di Sedriano, che mi onoro di presiedere”.
