Il Partito democratico è contrario alla proposta di Fratelli d’Italia di intitolare un luogo di Cornaredo a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, ucciso nel 1975 in un tragico episodio di violenza politica. La mozione, presentata dai meloniani, è stata discussa nell’ultimo consiglio comunale.
E in questa nota che ricevo e pubblico spiega le ragioni del suo no alla proposta.
“Come Partito democratico abbiamo chiaramente espresso il nostro voto contrario a una proposta inopportuna, divisiva e ideologicamente orientata. La figura di Ramelli, pur vittima di un crimine ingiustificabile, è stata nel tempo trasformata in un simbolo politico di parte e utilizzata in operazioni di riscrittura o rilettura unilaterale della storia da parte di organizzazioni di estrema destra.
Con sei voti contrari (PD e Sinistra per Cornaredo), la mozione è stata respinta: ha ricevuto l’appoggio del solo gruppo proponente, Fratelli d’Italia, mentre il resto della maggioranza si è astenuto, prendendo le distanze da una proposta che non ha saputo raccogliere consenso neppure tra tutte le forze di centrodestra.
Siamo soddisfatti per questo esito, che conferma la volontà del consiglio di non utilizzare la toponomastica come terreno di battaglia ideologica. Ricordiamo come esempio virtuoso ciò che è avvenuto diversi anni fa, con il cambio di nome di via Maresciallo Tito in via Primo Levi su proposta dell’allora opposizione di centrodestra e votato anche dall’allora maggioranza di centrosinistra.
Riteniamo che la memoria storica debba essere costruita nel segno della condivisione e del rispetto per tutte le vittime degli anni bui del terrorismo, senza distinzioni strumentali. Come dimenticare le vittime delle bombe neofasciste di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, del treno Italicus e della Stazione di Bologna, oltre a magistrati, forze dell’ordine, sindacalisti, giornalisti e cittadini colpiti dalla violenza nera e rossa in quegli anni bui?
Cornaredo è una città inclusiva, con una lunga tradizione di impegno civile e democratico. Dedicare uno spazio pubblico a Ramelli avrebbe significato avallare una narrazione che non favorisce la pacificazione, ma contribuisce a polarizzare il dibattito pubblico.
Continueremo a difendere una memoria democratica, antifascista e condivisa, che non selezioni le vittime in base all’appartenenza politica ma promuova verità storica, rispetto umano e valori costituzionali.
Abbiamo la responsabilità di unire la comunità, non di dividerla”.
