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C’era anche un uomo di Cornaredo internato a Mauthausen e poi, miracolosamente sopravvissuto, liberato. A raccontare la storia di questo personaggio, per tenere viva la memoria, che oggi nessuno ricorda è Federico Oldani, noto in paese per la sua passione per l’arte, la scultura e per le tante mostre realizzate. “Nel mio libretto ‘Storie di Cornaredo’, sotto il titolo ‘San Carlo Café’, faccio riferimento a un personaggio che si chiamava Pellagatta di cognome. Dopo la guerra si sposò con la sorella maggiore dei fratelli Parenti (famosi per aver ospitato tutti i giovani del paese a giocare a carte nella loro stalla in inverno) ed essendo l’unico in paese di origine milanese di Baggio era conosciuto solo con il cognome. Abitava con la moglie nel cortile dei Radice in via Mazzini 2 di fronte al Traffic Ligth. Faceva il muratore di mestiere e durante la pausa (io ero presente) raccontava le sue vicissitudini passate in quel campo di concentramento. Tuttavia il personaggio era amante del pericolo tanto che aveva avuto in precedenza storie molto  avventurose. Però, come abbia fatto ad uscire da quell’inferno, tuttora è avvolto nel mistero. Raccontava, per esempio, che  una guardia tedesca, indicando il fumo che usciva dal camino, gli ricordava continuamente che un giorno sarebbe stato il suo. Ora nessuno lo ricorda a Cornaredo”.

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