Sembra più la trama abborracciata e improvvida di una vicenda sfuggita di mano per superficialità e scarsa attenzione che una scelta dettata da valutazioni tecnico-amministrative. Sì, quello che sta avvenendo nella gestione della viabilità della riqualificata via Santo Stefano è davvero, a sentire i residenti, una storia più che comica in cui l’amministrazione comunale ci ha messo del suo per cacciarsi in un vicolo cieco, in fondo al quale ci sono solo vetri in cui l’arrampicata agli amministratori riesce malamente. Infatti trovano surreale che sindaco e assessore ai lavori pubblici se la cavino con il sedicente sondaggio in cui gli abitanti (hanno aderito coloro che il problema non li riguarda) hanno risposto che sono favorevoli al mantenimento dell’attuale viabilità, ovvero con uscita da via San Protaso. E sono pronti a rivolgersi all’autorità giudiziaria se in municipio persistono nella irragionevole e incoerente scelta. “Ci hanno preso in giro – tuona Angela Pedalina -, poiché abbiamo sempre sostenuto che i residenti della via Santo Stefano dal civico dal 49 al 53 e della piccola via San Protaso sarebbero stati fortemente penalizzati con uscita da quest’ultima via. Del resto non abbiamo mai approvato il progetto e in ogni caso all’origine (2021) l’ingresso era previsto da via San Protaso. E nelle interlocuzione per esempio del 5 maggio scorso ci hanno detto che non c’era alcun problema a soddisfare la nostra richiesta, anche perché era la più razionale, logica e sicura. Ma poi hanno cambiato le carte in tavola, plausibilmente per ragioni politiche, cioè per ‘oscurare’ le consigliere Tina Ciceri e Monica Gibillini che ci hanno supportato in questa vicenda e a cui vanno i nostri ringraziamenti per il loro impegno e disponibilità”. Insomma, a loro dire, un gran pasticcio. “Stanno facendo – rincara la dose Adriano Procopio – un caso politico, altrimenti non si spiegherebbe come mai insistano a mantenere l’uscita da via San Protaso quando è evidente che bisogna fare il giro dell’oca per ritornarvi in caso ci si sia dimenticato qualcosa da portar via da casa. Grottesco, ma tant’è. Incomprensibile il risultato del sondaggio, poiché quando abbiamo incontrato gli amministratori eravamo in cinque e abbiamo detto che eravamo in rappresentanza dei residenti dal civico 49 al 53 e di via San Protaso. E quindi molto di più dei tre del sondaggio che hanno indicato l’inversione di marcia. Si capisce che l’iniziativa è stata una forzatura per dare una parvenza di legittimità a una posizione politica irrazionale. In ogni modo i lavori non sono stati completati e non si capisce per quale motivo l’ultimo tratto della via Santo Stefano non sfoci in via Montegrappa come da progetto”.


