Mario Barlocchi, capogruppo consiliare del Partito democratico, mette nuovamente sotto i riflettori sul piano attuativo nell’area ex Alemagna. E racconta. Nel consiglio comunale del 17 febbraio ho presentato interpellanza al sindaco perché illustrasse la posizione dell’amministrazione comunale in merito all’intervento nell’area ex Alemagna. Il sindaco ha comunicato che darà risposta scritta entro 15 giorni.
Nella commissione consiliare del territorio mi hanno impedito di intervenire in palese violazione dell’articolo 10 comma 6 del regolamento del consiglio comunale. Nella stessa commissione, la maggioranza ha ripetutamente sostenuto che l’intervento proposto non necessariamente fosse un data center, ma una generica approvazione di un piano esecutivo su un’area a destinazione produttiva.
Nella voluminosa documentazione che ho acquisito, in seguito a una procedura di accesso agli atti, protocollata nel mese di novembre 2024, da un decreto di regione Lombardia n. 1435 del 29 settembre 2024, risulta che:
– gli operatori, in merito alla valutazione di impatto ambientale del progetto attuativo ex Alemagna, in sede di richiesta di integrazione istruttoria, hanno asserito che lo stesso possa essere circoscritto a data center;
– gli stessi dichiarano una tipologia progettuale specifica con “impianti termici per la produzione di energia elettrica, vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 150 mw”;
– il piano attuativo, in base alla potenza termica complessiva dei generatori di emergenza che verranno istallati, debba essere sottoposto a pertinente procedura ambientale di competenza ministeriale.
Quindi, per le motivazioni sopra esposte, Regione Lombardia decreta l’archiviazione dell’istanza provvedendo alla pubblicazione del provvedimento dandone comunicazione a Città Metropolitana, al Comune di Cornaredo e al Parco Agricolo Sud Milano.
Risulta pertanto evidente che l’amministrazione comunale di Cornaredo fosse perfettamente a conoscenza del contenuto del piano attuativo, come del resto illustrato dagli operatori nei numerosi elaborati allegati alla bozza di convenzione e costituenti parte integrante di essa.
Ciò considerato, richiediamo:
– la puntuale verifica del piano attuativo alle linee guida ministeriali per le procedure di valutazione ambientale dei data center (n. 257 del 2 agosto 2024);
– una precisa determinazione della capacità insediativa;
– di provvedere a una variante del PGT (come riteniamo già necessaria in base al planivolumetrico presentato) onde prevedere a nord un’ampia fascia a verde di mitigazione ambientale per il piano Aru.4, indipendentemente da qualsiasi intervento prospettato;
– di migliorare la viabilità sulla via Merendi, allo stato attuale molto problematica;
– di rivedere l’atto di programmazione negoziato ex l.r. 19/19.
