L’inaspettata decisione in municipio di tassare i passi carrai sta suscitando polemiche e forte irritazione. Motivo? Non solo per la tassa in sé, ma per il fatto – per fare un esempio – in una palazzina dove abitano più famiglie la tassa è stata notificata solo a un residente. Il che, oltre a non capire la ragione, colpisce i contribuenti in modo casuale e li obbliga a chiedere la quota parte agli altri residenti. E se non corre buon sangue che fanno? Non solo. Stando a quel che dicono i cittadini i rilevatori avrebbero identificato i contribuenti annotando il primo nome che appariva su citofono. In altri casi non hanno compreso la differenza fra passo carraio e accesso carrabile con la conseguenza che hanno fatto di tutta erba un fascio. E in altri ancora a un medesimo contribuente gli sono stati attribuiti più passi carrabili. Certo è che tanti sono pronti a fiondarsi negli uffici della società per contestare il modus operandi.
Intanto si registra la presa di posizione della Lega, che se la prende con le dimissioni del sindaco Yuri Santagostino, che hanno finito per colpire duramente i cornaredesi. “Dopo lo sperpero di denaro pubblico per murales di cui avremmo fatto tutti a meno (considerando altre necessità ben più urgenti da sanare nel nostro Comune) e che sono costati migliaia di euro alle casse comunali il commissario straordinario ha deciso di introdurre il canone sui passi carrabili, una tassa che non esisteva più e che grava sulle tasche dei cittadini di Cornaredo costretti a subire le decisioni di comodo di chi, invece, avrebbe dovuto tutelarne gli interessi.
E’ palese quanto questo provvedimento sia un ulteriore segno della distanza tra amministrazione e reali bisogni della popolazione, una distanza che va assolutamente colmata con una nuova giunta che non abbandoni il mandato e con esso i suoi elettori e che non tradisca la fiducia dei cittadini così com’è avvenuto.
Siamo dalla parte di tutte le persone giustamente indignate per questa ulteriore vessazione fiscale e per questo il centrodestra si impegna a verificare i motivi di tale provvedimento (presumibilmente un modo per ‘fare cassa’) che con un sindaco capace e attento ad amministrare il paese non sarebbe mai stato attuato”. Ormai la tassa c’è e toccherà ai nuovi amministratori rimediare, ovvero cancellare la tassa. Lo faranno o saranno solo parole di indignazione elettorale? Chissà…
