La convenzione è stata regolarmente sottoscritta, ma le parti si sono letteralmente “dimenticate” di esercitare diritti e doveri. Bizzarro, ma le cose, secondo il consigliere comunale Giancarlo Lonati (Pd), stanno proprio così. E in questa nota che ricevo e pubblico dà conto della stranezza. Sono trascorsi ormai sette anni dalla sottoscrizione della convenzione fra il Comune di Bareggio e il Cavatore della cava di Bareggio, che a fronte della possibilità di escavazione per circa 700.000 mc per il nuovo Piano Cave, di materiale quale ghiaia e sabbia, indicava dei precisi impegni per il cavatore.
Fra i quali meritano di essere elencati:
1 – il ripristino ambientale che consiste nella verifica delle sponde di cava, nella piantumazione e rinaturalizzazione delle aree, che doveva essere eseguita contestualmente ai lavori di escavo.
2 – verifica dei quantitativi di materiale inerte escavato, con relativa relazione da presentare al Comune a agli organi competenti.
3 – contributo economico di 1€ a mc di materiale escavato a favore del Comune
4 – contributo di 100 mc di ghiaia a favore del Comune da utilizzare quale manutenzione di strade bianche.
5 – contributo di 40.000 € dal cavatore a favore del Comune per la realizzazione di pista ciclabile che dalla rotonda di Cascina Figina, possa congiungere a quella esistente di via Cusago in prossimità del CSNO.
6 – contributo per asfaltatura di tratto di strada, normalmente percorso da mezzi pesanti (via Giovanni XXIII a confine del territorio comunale in direzione Cusago), per una dimensione di 9700 mq e per un ammontare economico fino a 200.000 € a favore del Comune e di cui si inizia ad averne urgente necessità.
Ora tutte queste prescrizioni sono sancite da una convenzione sottoscritta fra le parti nel 2017, che ha valenza obbligatoria per due soggetti sottoscrittori e quindi anche per il cavatore, ma di tutti questi punti che porterebbero notevoli vantaggi per i cittadini, nulla, l’unica voce che ha avuto un riscontro positivo, dopo molte insistenze è quella relativa all’impegno a fornire ghiaia per utilizzo manutentivo su strade bianche.
Ma non è chiaro neppure il motivo per cui l’applicazione di questa convenzione non trova il suo giusto riscontro, stiamo forse aspettando la scadenza della medesima e dover poi rincorrere un provvedimento che a oggi rappresenta una certezza, mentre lasciando trascorrere il tempo, diverrà sicuramente più difficile chiedere conto di quanto dovuto e sottoscritto?
Noi riteniamo che questa amministrazione debba chiedere da subito un incontro con la ditta titolare di questa concessione, al fine di definire un piano operativo puntuale che porti a compimento quanto sottoscritto. Se questo non avverrà a breve riteniamo sussistano gli estremi per rescindere la convenzione sottoscritta e far valere per via legale tutti gli impegni del cavatore, fino ad adombrare la presa in possesso della cava da parte del Comune al fine di ottemperare a quanto stipulato. Altrimenti la responsabilità di non aver fatto rispettare la convenzione sarà una precisa responsabilità dell’attuale amministrazione.
