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Il 25 aprile diventa un’occasione per dividersi più che unirsi come la ricorrenza, essendo una festa di popolo, vorrebbe. Ma, a sentire  Antonio Mussap, presidente di ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani),  non è così. Sì, perché l’associazione che rappresenta è stata esclusa dal Comune sia dall’organizzazione che dagli inviti ufficiali. E attacca indignato.

“E’ ormai chiaro che, per motivi politici, il nostro sindaco vuole che il 25 aprile veda protagonisti solo i suoi amici dell’ANPI – attacca Mussap, esule dalmata che ha vissuto tutta la drammaticità del conflitto prima e del dopoguerra poi -. Per ANPC, associazione creata dal partigiano Enrico Mattei che il 25 aprile 1945 sfilò nella Milano liberata, si tratta dell’ennesimo schiaffo. Non condividiamo nella maniera più assoluta questo atteggiamento, tipico di una certa parte politica anche a livello nazionale, che finisce per dividere laddove dovrebbe esserci condivisione. Mi auguro che il 25 aprile, ormai diventato ‘cosa loro’, torni a essere il ricordo e la celebrazione del sacrificio di tutti coloro che hanno dato la vita per la nostra libertà, senza distinguo e senza cappelli politici”.
“Condivido appieno il rammarico del presidente Mussap – aggiunge Ruggiero Delvecchio, consigliere comunale di Oltre-Forza Italia -: in 10 anni di governo, l’amministrazione Santagostino si è comportata come se ANPC non esistesse e questa è una cosa molto grave. L’auspicio è che la nuova amministrazione, di qualunque colore politico sarà, sia capace di fare ‘squadra’ con tutte le associazioni interessate, in modo tale da rendere queste celebrazioni il più possibile sentite e partecipate e non delle pseudo-passerelle politiche come è sempre stato negli ultimi anni”.

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