“Il centro polifunzionale Piero Hertel (bocciodromo) è un costoso abominio energetico con ben tre impianti di riscaldamento diversi, con un fotovoltaico sul tetto che genera proventi a favore di privati, mentre il Comune riceve solo un piccolo vantaggio insufficiente alla gestione della struttura, perché destinatario di una piccolissima razione dell’energia prodotta dall’impianto”. La sindaca Laura Bonfadini non ha peli sulla lingua nel rinfacciare agli ex amministratori la dannosa idea di realizzare l’opera. “La beffa è che a fine vita l’impianto – aggiunge – Bonfadini – sarà di proprietà comunale che dovrà sobbarcarsi pure l’onere dello smaltimento. Ricordiamo che il bocciodromo è uno spazio che è stato in uso a pochissime persone. Ogni gestore interessato alla conduzione si trova a dover sostenere una cifra esorbitante, recentemente stimata in circa 100.000 euro annui per le utenze; oneri che non consentiranno mai un’attività sostenibile”. Non è tutto. 2Sull’area ora occupata dal centro ‘P. Hertel’ – continua la sindaca – sorgeva una parte del centro sociale immotivatamente demolito, riducendo così in modo consistente gli spazi dello stesso centro e di conseguenza gli spazi per le associazioni del territorio. Ora, quale necessità c’era di togliere spazio al centro sociale e spendere più di 1, 5 milioni di euro per una struttura usata da pochi utenti? Peraltro, è stata trasferita una struttura di bar che aveva certamente una collocazione più idonea al centro sociale accessibile anche dalla via Milano”. Che fare, allora? Bonfadini reputa indispensabile ripensare il riutilizzo verso un uso più ampio e allargato alle necessità delle varie fasce di età della cittadinanza. “La mia amministrazione – chiosa la sindaca con una stoccata agli ex amministratori – rivolge l’attenzione alle necessità dei cittadini e non all’autocelebrazione”.
