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Il Partito democratico cambia strategia nella speranza di snidare la giunta che, a suo giudizio, non dà risposte alle sue interrogazioni e interpellanze in maniera completa ed esauriente. E così sulla vicenda dell’ufficio anagrafe aperto solo un sabato al mese ha presentato una mozione per far sì che il consiglio comunale si esprima e la maggioranza si assuma la responsabilità dell’eventuale bocciatura. Un modo per sollecitare i consiglieri di maggioranza a intervenire, a dire la loro e fargli ricordare che votando in modo o nell’altro sono anche loro responsabili. Ma, a parte il significato politico, i proponenti della mozione (i consiglieri Matteo Giovanni Braga, Tina Ciceri, Giancarlo Lonati e Lorenzo Zanzottera) evidenziano che hanno “registrato molte segnalazioni e un forte disagio da parte della cittadinanza per la chiusura di questo importante servizio, dato che molte lavoratrici e lavoratori hanno solo il sabato per potere espletare le pratiche annesse all’ufficio dell’anagrafe”. Da qui la considerazione che “non sempre si possono conoscere con preavviso le necessità per poter accedere all’ufficio, con il rischio di dover attendere un mese per concludere il lavoro”. Abbastanza per chiedere al sindaco e alla giunta di “ripristinare gli orari di apertura dell’ufficio anagrafe a quelli in vigore prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza n.49 del 1 agosto 2023”. Una domanda a questo punto è d’obbligo: la motivazione addotta è frutto di valutazione di sindaco e giunta, oppure dell’apparato comunale fatta propria dagli amministratori? In ogni caso senza indicare con numeri alla mano l’attività dell’ufficio il provvedimento manca delle vere ragioni per il quale è stato adottato.

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