Ricevo e pubblico questa note della Pro Loco in risposta al comunicato dei gruppi consiliari di maggioranza dell’amministrazione comunale bareggese, pubblicato da Stataleforum il 28 luglio sulla vicenda dello “sfratto e furto” dell’associazione.
La Pro Loco di Bareggio, mai ha “scaricato fango e menzogne addosso all’amministrazione comunale” come disonestamente sostengono i gruppi consigliari di maggioranza nel loro comunicato. Ha invece legittimamente difeso le proprie ragioni e i propri diritti con garbo e educazione.
Ha inviato all’amministrazione comunale diversi messaggi PEC (posta elettronica certificata), equivalenti a raccomandate, a cui l’amministrazione comunale mai ha dato risposte. Ciò è rilevabile dalle registrazioni del protocollo comunale. Non si tratta di menzogna.
La Pro Loco di Bareggio ribadisce la totale apoliticità dell’associazione. Benché lo statuto, ovviamente non vieta agli iscritti di intraprendere un percorso politico, la Pro Loco ha un proprio regolamento che preclude il ricoprire cariche di direttivo a chi ha una qualsiasi carica pubblica locale.
La presidente Giudice Giovanna, prima di candidarsi quale consigliere comunale alle ultime locali elezioni di maggio, in un consiglio direttivo del marzo scorso, ha correttamente dato informazione della sua intenzione, impegnandosi a rassegnare le dimissioni da presidente nel caso di elezione. Il consiglio direttivo all’unanimità ha approvato.
Per quanto concerne la “questione friggitrice”, si rammenta che per il furto è in corso un’indagine dei Carabinieri. Evidenziamo comunque che la Pro Loco è proprietaria di due friggitrici. Una elettrica, ricoverata presso l’Associazione Alpini dall’ottobre 2021 e una a gas che è stata sottratta con il furto.
Per quanto invece riguarda l’inventario di materiali e attrezzature contenuti nello spazio in uso alla Pro Loco, è ovvio che il Comune non ne possiede uno. A che titolo dovrebbe averne copia? Le associazioni locali non hanno l’obbligo di consegnare un loro inventario all’amministrazione comunale.
Per concludere, il cosiddetto “muro contro muro” non è nel modo di pensare e agire della Pro Loco. Se far valere le proprie ragioni e i propri diritti, per l’amministrazione comunale è fare “muro contro muro”, sarebbe cosa utile che comincino ad interrogarsi per quanto concerne la loro preparazione giuridica, essere o meno adeguati al ruolo di pubblici amministratori.
