Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News
La riflessione del parroco don Danilo Dorini si è concentrata questa settimana sull’attività e funzione degli oratori estivi. Ecco le sue considerazioni su questo prezioso servizio che gli oratori forniscono alle famiglie e ai ragazzi, che, chiuso l’anno scolastico, avrebbero non pochi disagi se non vi potessero contare.  Sono iniziati gli oratori estivi, a Cornaredo e a San Pietro all’Olmo, come pure in tutte le parrocchie della nostra diocesi e non. “Finalmente”, dicono le famiglie poichè così sanno dove collocare i propri figli durante il giorno ed andare tranquilli al lavoro. “Ma è una scelta di comodo” si obietta e non si può negare che in parte sia vero: per noi rappresenta una occasione educativa da non sottovalutare.
Dobbiamo avere la capacità di trasformare un possibile ‘parcheggio’ in un momento di formazione umana e cristiana formidabile: quando, durante l’anno, abbiamo la possibilità di stare accanto ai ragazzi per così tanto tempo per conoscerli, far capire loro che per noi sono importanti e che ci siamo anche una volta terminato l’oratorio estivo? Di qui la scelta, quest’anno, di prolungare tale esperienza di una settimana (da 5 a 6) almeno a Cornaredo e di tenere aperto uno dei due oratori, alternativamente, nel giorno dedicato alla gita.
‘Vunc e stracch’ è sempre stata la cartina di tornasole per valutare l’esperienza dell’oratorio estivo da me usata in tanti anni di sacerdote fra i ragazzi. Quando un/a ragazzo/a torna a casa dall’oratorio ‘bello sporco’ di sudore e altro e quasi si addormenta per la stanchezza significa che si è buttato nella mischia, ha giocato è si è divertito; in caso contrario se fossi genitore lo rimanderei indietro.
Infine, una parola di ringraziamento a tutti i volontari, animatori ed educatori, genitori e nonni impegnati in cucina, nelle pulizie, al bar e in segreteria e un doveroso e sentito grazie da parte di tutta la comunità cristiana e civile perché solo così è possibile attuare un’iniziativa di cui tutti andiamo fieri e riconosciamo la preziosità. Guai se non ci fosse, anche in futuro.

Lascia un commento