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Ricevo da Giuliano Colombo e pubblico questa nota sull’intimazione del Comune alla Pro Loco di liberare l’area sottostante il centro polifunzionale di via Gallina e rimuovere i materiali in esso contenuti. Una iniziativa che appare assurda, grottesca, contraria all’interesse pubblico, ma fornisce un nitido realistico ritratto di chi ci amministra. La Pro Loco, è un’associazione di volontariato senza fini di lucro, con scopo primario la promozione e valorizzazione del territorio locale. Agisce quindi nell’interesse della comunità con le medesime intenzioni delle Pro Loco ampiamente diffuse su tutto il territorio nazionale. Agisce a favore del luogo, del nostro luogo. È quindi indubbio l’interesse pubblico del suo operato e la sua esistenza.

Bareggio è l’unico Comune che sfratta una Pro Loco. Infatti, consultando gli enti nazionali che raccolgono le Pro Loco non si rilevano simili grotteschi episodi. In sostanza l’amministrazione  Colombo, per mano del segretario generale dottoressa Maranta Colacicco, con comunicazione datata 21.6.23, intima alla Pro Loco di sgomberare l’area sottostante il centro polifunzionale di via Gallina e rimuovere i materiali in esso contenuti entro il 30 giugno, ovvero entro venerdì prossimo.

Questo spazio è stato concesso dal Comune circa 10 anni fa dall’amministrazione guidata dal sindaco Giancarlo Lonati. Contiene materiali e attrezzature che la Pro Loco impiega per le proprie iniziative pubbliche. La motivazione addotta è l’adeguamento agli standard di sicurezza previsti per la struttura.

Queste le domande che tutti ovviamente ci poniamo. I materiali sono pericolosi? Lo spazio non è adatto? Il Comune ha concesso in uso uno spazio inadatto? Perché solo dopo quasi dieci anni il Comune prende questa iniziativa? L’amministrazione comunale minaccia anche di intervenire con forza per sgomberare lo spazio trattando i materiali contenuti alla stregua di rifiuto, ma con l’eccezione di una tensostruttura, quindi non di tutto il materiale. Questo materiale non è pericoloso?

L’iniziativa dell’amministrazione comunale è di natura repressiva, coercitiva e violenta. Nessuno, sebbene sia il proprietario, può intromettersi in uno spazio concesso ad altri sgomberandolo forzatamente. La legge italiana non lo permette. È un vero e proprio abuso. Un reato che la Lega, il partito della sindaca, e il Governo Meloni intende cancellare per avere mano libera. Agire come meglio crede ovviamente ledendo i diritti altrui come in questo caso.

L’amministrazione Colombo assuma invece le sue responsabilità verso l’intera comunità. Dimostri coerenza con quanto enunciato nella recente campagna elettorale, quando proclamava di voler sostenere senza distinzione tutte le locali associazioni. Riconosca il ruolo pubblico e l’interesse pubblico della Pro Loco. Se lo spazio non è adatto agli standard di sicurezza ne trovi e ne conceda uno adatto.

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