Il parroco don Danilo Dorini è un sacerdote che non ha paura di prendere posizione pubblica su temi scottanti, che potrebbero non piacere a tutti. E in questa riflessione si domanda se sia opportuno che in automatico si celebri la cresima subito dopo la prima comunione.
Due turni a Cornaredo e uno a San Pietro all’Olmo per un totale di circa 150 ragazzi. La cresima è il sacramento della fierezza cristiana e richiede il coraggio di dirsi credenti in Gesù.
Vi è un’orazione della messa nella quale si chiede a Dio ‘la gioiosa fierezza di dirsi cristiani’. Vien da sé una domanda: può un/a ragazzo/a di quinta primaria possederla? Possiamo chiedergliela? Io avrei qualche dubbio. Per questo preferisco la scelta tedesca di celebrare la cresima a 15/16 anni perché essa richiede una scelta libera e consapevole, non ‘automatica’ (=dopo la prima comunione si fa la cresima). Ma… non dipende da me e dunque obbediamo.
Domanda più seria: siamo sicuri che i cristiani adulti (in età) posseggano tale fierezza e la testimonino là dove vivono? Dice il Vangelo di Giovanni: “Anche tra i capi, molti credettero in Lui (Gesù) ma a causa dei farisei non lo dichiaravano per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano la gloria degli uomini più che la gloria di Dio”.
Quante volte l’ho vissuto a scuola, da insegnante, nei collegi dei docenti. Si trattava di votare e dunque prendere pubblicamente posizione e certi miei colleghi cristiani preferivano astenersi per timore di compromettere i propri rapporti con altri colleghi non credenti. Senza giudicarli rimanevo deluso e in me la stima per loro scemava lentamente.
In positivo, invece, coltivo il ricordo di un giovane dell’oratorio che in un’assemblea pubblica veniva apostrofato da un altro, non credente, con “Taci, tu che vai in chiesa e sei peggio degli altri”. Al che, egli con calma rispose: “Io sarò anche peggio di te ma mentre io sbaglio, lo ammetto e cerco di cambiare tu non sai nemmeno di sbagliare”. Terminata l’assemblea, in privato, gli feci i miei complimenti per il coraggio dimostrato. Mi ringraziò, e aveva le lacrime agli occhi. Andando a casa ringraziai Dio per averlo conosciuto e invidiai il prete del suo oratorio per la sua presenza.
