La vicenda sulla violazione del diritto di autore della vicesindaco Annamaria Garofalo sembrava morta e sepolta, ma il fuoco covava sotto la cenere. Infatti si è improvvisamente riaccesa e minaccia di deflagrare a fuoco lento. Intanto il legale incaricato dal Comune di esprimere un parere pro veritate sulla violazione di diritti di sfruttamento economico di titolarità del Comune sull’opera “Sedriano. Dall’Unità d’Italia alla Liberazione. 1861-1945” e alla possibile spettanza di un diritto al risarcimento del danno, si è pronunciato. La violazione del copy right, come si ricorderà, era venuta fuori nell’ottobre scorso, allorché Mario Comincini, curatore del volume in questione, segnalava in municipio che nel sito “Guide art”, riconducibile al vicesindaco, erano pubblicati contenuti ripresi dal libro in questione, per promuovere la sua attività di guida turistica. Il che, a suo giudizio, costituirebbe violazione dei diritti patrimoniali d’autore di titolarità del Comune sul volume pubblicato nel 2011.
Ieri il sindaco Marco Re, giocando stranamente d’anticipo e dicendo addirittura che avrebbe dato notizia alla stampa, ha comunicato ai capigruppo che era pervenuto il parere dell’avvocato Adriano Sponzilli, il quale, pur riconoscendo la sussistenza della violazione, ha sottolineato che il “danno sarebbe piuttosto circoscritto” e “potrebbe essere liquidato nella somma di 500 euro”.
La singolarità è che il sindaco, prendendo evidentemente troppo alla lettera il “danno circoscritto”, ha presentato la questione come se fosse un evento trascurabilissimo tanto -ha detto- che avrebbe passato la palla alla sua vice, prima di dare mandato all’ufficio competente per formalizzare la richiesta di risarcimento, per valutare se volesse eventualmente opporsi.
Per inciso nella storia del plagio solo il poeta, scrittore e tanto altro Gabriele D’Annunzio per unanime parere della critica elevava a perfezione letteraria ciò che copiava.
Vale anche per la vicesindaco?
Il sindaco, curiosamente, non ha fatto accenno all’eventualità di ritirare le deleghe a Garofalo e per di più dimenticandosi che aprire un contenzioso con l’ente significherebbe far scattare la condizione di incompatibilità.
Tuttavia, al di là dell’ostentata leggerezza, l’esito della vicenda dimostra che le ragioni dell’opposizione nel sollevare il caso non erano strumentali e demagogiche, ma fondate. Eppure la maggioranza aveva respinto la mozione di revoca delle deleghe, proposta dalla minoranza
La storia non finisce qui, perché la magistratura sta indagando e raccogliendo testimonianze e materiali a seguito agli esposti dell’opposizione e di chi aveva segnalato in municipio il plagio.
Aggiornato il 6/4/2023
